Intervenuto in conferenza all’antivigilia di Roma-Verona, gara valida per la trentatreesima giornata di Serie A, mister Paolo Zanetti ha presentato il match ai microfoni della sala stampa di via Olanda.
Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni dell’allenatore dell’Hellas.
L’AVVERSARIO. «La Roma ha giocatori straordinari, oltre ad avere un fuoriclasse in panchina. Da quando è arrivato Ranieri sarebbero al secondo posto, ma noi dobbiamo pensare a noi stessi. La solidità va mantenuta anche a Roma, pur giocando con tanta umiltà e cercando di far male per portare a casa punti importanti. Ranieri? Sabato avrò l’onore di incontrarlo per la prima volta, perché non l’ho mai affrontato prima. È un mito vivente per chi fa questo mestiere. Ovviamente dispiace che smetta, ma sta facendo qualcosa di incredibile anche quest’anno. Fuori dal campo poi è un uomo di una galanteria e di un’intelligenza fuori dal comune, è un esempio per i giovani come me».
INFERMERIA. «Sarr ha saltato solo un allenamento, è recuperato e sarà della partita. Anche Niasse e Suslov si sono allenati e sono recuperati, però hanno bisogno di mettere minuti nelle gambe. Out, quindi, c’è solo Tengstedt».
GLI ATTACCANTI. «Abbiamo preso Sarr, Livramento e Mosquera scommettendo sul loro potenziale e cercando di farli crescere con il lavoro per portarli al livello della Serie A. Ora devono migliorare la concretezza a livello di semplici numeri, mentre sul loro apporto nel gioco non si può dire nulla. Al primo posto però deve esserci la fame del gol, perché alla fine sono attaccanti».
ALTI E BASSI. «Nel mio lavoro contano i risultati, anche se nella mia testa ci sono altri compiti come far crescere e valorizzare giocatori, fare in modo che la società possa venderli e creare un gioco con quello che ho a disposizione. La componente tempo manca, ma è così: mi è già successo in passato e succederà in futuro sia a me che ad altri. Se sono rimasto è perché la società ha creduto in me e sono contento di averla ripagata con dei risultati».
LE PROBLEMATICHE PASSATE. «La rosa è ampia e al completo avrebbe probabilmente potuto farci arrivare più in alto di dove siamo. Penso solo alla mediana: nel progetto iniziale era costituita da Duda, Serdar e Harroui, un centrocampo importante per chi si deve salvare, mentre alla fine abbiamo dovuto adattarvi diversi giocatori che hanno risposto alla grande e si sono calati bene nella situazione nonostante qualche dubbio iniziale. Per fare fronte ai tanti infortuni abbiamo puntato sul concetto di squadra, facendo sentire tutti importanti. Ora stiamo recuperando i pezzi, ma chi rientra deve tornare a regime e guadagnarsi il posto perché io non regalo niente a nessuno. Questo crea competizione che per me è fondamentale per raggiungere l’obiettivo della salvezza. Ora non bisogna rilassarsi perché è il momento di spingere al massimo. Durante il campionato, oltre agli infortunati, ci è poi mancata un po’ di mentalità. Quando però questa è venuta fuori e i ragazzi si sono conosciuti e hanno iniziato a comunicare di più tra di loro, si è formata una vera squadra. Siamo cresciuti grazie anche a delle brutte partite, come i bambini che imparano dopo aver sbagliato».
ATTACCO E DIFESA. «Nella prima parte di stagione facevamo punti perché vincevamo spesso, però tra una vittoria e l’altra perdevamo sempre, il che ci faceva mancare un po’ di stabilità. Ora abbiamo bene o male la stessa media punti, ma siamo molto più solidi dietro. È anche vero che segniamo meno reti, tuttavia ciò non vuol dire che creiamo meno occasioni, anzi: nell’ultimo periodo abbiamo ne abbiamo create di più, semplicemente siamo un po’ meno concreti. La strada tracciata è quella giusta, ora sarebbe bello chiudere la stagione mantenendo questa solidità difensiva e segnando al contempo più gol».
LA FORMA FISICA. «In questo momento stiamo bene a livello fisico, ma non stiamo correndo più di prima, bensì meglio di prima. Avendo trovato un altro equilibrio, facciamo meno chilometri ma le nostre corse sono più efficaci».
I SINGOLI. «Valentini e Dawidowicz sono entrambi importanti: con Pawel recuperiamo sicuramente più palloni a centrocampo, mentre avevamo bisogno come il pane di uno con la cultura del lavoro come Nicolas. Lazovic? Vive questa situazione da arrabbiato perché non gioca. Per me non è a fine carriera, ha ancora tanto da dare, ma ha avuto un problema di pubalgia e nel frattempo Bradaric è cresciuto tantissimo. Apprezzo il lavoro che fa in settimana e l’aiuto che dà a Bradaric. Ha un’attitudine meravigliosa e dà tanto alla squadra sia dentro che fuori dal campo».
Seguici su
Aggiungi calciohellas.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



Non mollare… forza Hellas
Torna al 5 5 5
il più importante che dopo tanto tempo è tornato è Suslov !! 💛💙💪💪🫶
dai Suslov torna con la tua grinta in campo !! 💛💙💪💪🫶🏟️/=\
Coppola suslov giallo col Cagliari così saltano inter
Non si molla niente. Uniti si vince
Hai capito bene……