Women, Pecchini: “Ritiro? Avrei voluto continuare, ma il mio ginocchio…”

Le parole dell'ex difensore gialloblù, ritiratasi quest'estate

Raggiunta dai microfoni di Hellas Channel, Alessia Pecchini si è raccontata nel corso di una lunga intervista, ripercorrendo la propria carriera fino alla decisione di appendere gli scarpini al chiodo maturata durante la scorsa estate.

Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni dell’ex difensore gialloblù.

GLI INIZI. «Ho avuto la fortuna di avere una squadra di calcio femminile a pochi chilometri da casa, la Fortitudo Mozzecane, che all’epoca era nata da pochi anni. Dopo un po’ di resistenza da parte dei miei genitori sono riuscita a iniziare a giocare a dieci anni, nemmeno piccolissima, ma da lì poi non mi sono più fermata».

IL PRIMO AMORE. «Nella Fortitudo Mozzecane ho davvero trascorso una vita. Ogni anno per me è stato ricco di momenti e di persone che sono sempre state al mio fianco e che sono parte del divertimento e dell’amore che è stato per me il calcio. Arrivare in Serie A è stata un’emozione fortissima. Eravamo un gruppo bellissimo e, tra l’altro, l’allenatrice era Antonella Formisano, attuale direttore sportivo dell’Hellas Verona Women».

L’HELLAS. «Al Verona sono arrivata dopo un anno personale difficile. Fino a quel momento il calcio mi aveva dato tanto, ma stavo iniziando ad accorgermi che alcune situazioni che si erano create stavano iniziando a togliermi l’energia e la spinta che avevo sempre avuto. Il blasone dell’Hellas, una squadra che ha fatto la storia della mia città, è stato un elemento importante nella mia decisione. Volevo provare a mettermi in gioco in una realtà di massimo livello com’è questa. È stato un orgoglio».

IL RITIRO. «Avrei voluto continuare e il Verona mi aveva dato la possibilità di continuare la riabilitazione e di tornare in campo, ma ho deciso di smettere e la scelta è stata unicamente mia. Purtroppo ho capito che dovevo continuare a curarmi, ma non per tornare a giocare, bensì alla mia quotidianità: volevo un ginocchio che stesse bene nella vita di tutti i giorni. Anche questo mi mancava. Pretendere da un ginocchio che fatica a salire le scale di allenarsi tutti i giorni era troppo, avrei messo a rischio anche tanto altro. Dolorosamente, quindi, ho dovuto prendere questa decisione».

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