ESC. CH – Women, Peretti: “Ripartiamo dalle giovani. Un onore la fascia di Ledri”

L'attaccante gialloblù, ora capitano dell'Hellas, si è raccontata in esclusiva ai nostri microfoni

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Ph. Riccardo Donatoni - RDF

Nel tourbillon di acquisti e cessioni che ha caratterizzato l’Hellas Verona Women nel corso dell’ultima sessione estiva di mercato, una delle certezze è Rachele Peretti: la classe ’92 è infatti rimasta in gialloblù, guadagnandosi anche la fascia da capitana.

Raggiunta dalla nostra redazione, la numero 10 veronese si è quindi raccontata e ha parlato della stagione appena iniziata.

Di seguito, dunque, la prima parte della nostra intervista esclusiva.

L’ultima estate è stata molto particolare: la squadra ne è uscita rivoluzionata. Come l’hai vissuta?
«È sicuramente stata un’estate un po’ movimentata e caratterizzata da tanti addii, anche perché hanno salutato giocatrici che per anni sono state importanti per l’Hellas Verona Women. Sicuramente questo ha spostato un po’ di equilibri, ma si va avanti e si cerca di ripartire dall’entusiasmo delle tante giovani che sono arrivate e che hanno voglia di dimostrare».

È cambiato anche il mister…
«Io partivo avvantaggiata perché ho passato con lui un anno al Chievo e quindi sapevo già che idea di calcio propone. Al centro del suo modo di giocare c’è la palla, quindi per calciatrici un po’ tecniche come me è piacevole. Ovviamente, con una squadra così tanto nuova, avrà comunque bisogno di un po’ di tempo per far assimilare i suoi concetti».

Tu sei una delle poche rimaste dall’anno scorso: cosa ti ha spinto a rimanere?
«Per me l’Hellas in questi tre anni ha significato tanto e da quando sono arrivata qui mi sento parte di un bel progetto. Sono una persona che dà grande peso ai legami che si creano in un dato ambiente, inoltre per me Verona è importante. Qui poi si sta bene e si lavora “da professioniste”, quindi non ho fatto grande fatica a scegliere di rimanere».

Quest’anno indosserai anche la fascia da capitana…
«Non ho mai ambito a essere capitana, io vivo il calcio in maniera molto introversa sia in campo che fuori, ma lo sono diventata ed è un bel traguardo, quindi cercherò di dare il massimo. Ereditare la fascia da una calciatrice come Michela Ledri, poi, è una responsabilità molto grande; spero di fare almeno la metà di quanto ha fatto lei per questo club».

Visto anche il tuo nuovo ruolo, ti senti un punto di riferimento, soprattutto per le tantissime giovani con cui quest’anno condividerai lo spogliatoio?
«Più che una capitana mi sento parte di un gruppo da trascinare, ma a un certo punto della carriera, soprattutto quando si ha a che fare con così tante giovani, è comunque giusto caricarsi di responsabilità. Sicuramente questa esperienza può farmi crescere non solo come calciatrice, ma anche come persona».

L’anno scorso sei stata fermata da qualche infortunio. Ora come ti senti?
«Al momento bene, ma per scaramanzia non aggiungo altro…».

Per la seconda parte dell’intervista, clicca QUI!

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