ESC. CH – Fanna: “Ragazzi, onorate la nostra maglia!”

L'ex ala gialloblù, campione d'Italia 84/85, ha parlato ai nostri microfoni in vista dell'inizio del campionato

pierino fanna hellas verona

Pierino Fanna, storica ala del Verona dello scudetto di quarant’anni fa, ha parlato in esclusiva ai microfoni di CalcioHellas in vista dell’inizio della stagione 2024/2025.

Di seguito, dunque, la nostra intervista esclusiva al campione d’Italia 84/85.

Pierino, come stai? Sei stato a vedere la partita di Coppa Italia?
«Soffro il caldo e sono in montagna con la mia famiglia e con la famiglia Volpati: mi rifiuto di pensare a un ritorno in città con queste temperature. Non posso nemmeno immaginare come abbiano fatto a giocare al Bentegodi con questo caldo. Poi la Coppa Italia è cambiata tanto: se non rientra negli obiettivi di un club, viene vissuta solo come una sorta di amichevole di lusso».

Voi nell’84 partiste alla grande!
«Volevamo dimostrare da subito di che pasta eravamo fatti. Debuttammo il 22 agosto con una bellissima vittoria, ricordo una tripletta di Elkjaer alla sua prima gara ufficiale in gialloblù».

A proposito di Elkjaer, iniziamo con le analogie di questo campionato. Hai visto questa nuova punta danese, Tengstedt?
«Sì, ho letto, ma non l’ho ancora visto all’opera. Devo ancora parlare con Preben, ma sicuramente sarà felice di sapere che la società gli ha affidato la sua 11. Lui è sempre molto orgoglioso dei giovani danesi, li segue con attenzione. Non mi stupirei se fosse stato lui a suggerirlo a Sogliano, ma non lo so. A ogni modo, gli auguro tanta fortuna».

Ormai siamo nel pieno pre-partita di Verona-Napoli, prima di campionato. Scherzo del destino, come in quell’84/85. Com’era il clima?
«C’era tanto fermento, soprattutto tra di noi. Avevamo una voglia incredibile di dare il massimo. Sapevamo di valere molto, ci conoscevamo bene. All’epoca le squadre si basavano su progetti a lungo termine, si costruivano stagione dopo stagione, non come ora che la rosa non è ancora completa a campionato iniziato. La nostra grande incognita erano i due stranieri…».

Quel giorno l’attenzione dei media era su Maradona…
«Oggi c’è molta attenzione su Conte, ma è diverso. Allora Maradona era una star, tutti i fotografi erano su di lui. Per noi è stato un bene perchè non avevamo distrazioni. Una cosa forse è rimasta uguale: l’importanza di fare bene fin dalla prima gara. Partire bene è importante per la piazza, per il morale del gruppo e per la classifica. Bisogna sperare nel gioco ancora da collaudare delle “big”».

Ultimissima cosa, Pierino, poi ti lasciamo fare il nonno a tempo pieno: un tuo parere sulla prima maglia, la divisa “casalinga” del Verona…
«La “nostra” maglia? Io la chiamo così… Quella è una maglia che mi emoziona, con quei colori abbiamo fatto la storia di Verona, del calcio italiano e del calcio mondiale. Con quella maglia abbiamo fermato chiunque, abbiamo realizzato un sogno unico e irripetibile. Spero che glielo spieghino ai ragazzi che la indosseranno. Sudatela sempre, onoratela, date il massimo con quei colori! Se le cose dovessero andare bene, saremo felici di avervi portato fortuna. Se però non dovesse essere così, ci tengo a dire che non abbiamo nessuna responsabilità (ride ndr)!».

Redazione

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4 Commenti
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Commento da Facebook
2 anni fa

Sei una grande persona. Grazie per averci regalato i momenti più belli con l Hellas

Commento da Facebook
2 anni fa

Lo spero anch’io di solito non è così💛💙

ivo
2 anni fa

grandissimo, grazie.

Michele
2 anni fa

Leggenda 💛💙⚔️🔵🟡

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