In casa, sull’onda dell’entusiasmo per la vittoria ritrovata, si gioca contro l’ultima in classifica priva di portiere (Ochoa) e punta (Dia) titolari: lo scenario che si presentava all’Hellas alle 18 di sabato era tra i più rosei possibili.
L’occasione per fare altri punti pesanti, tenere a distanza una diretta concorrente e allungare sul terzultimo posto era troppo ghiotta per farsela scappare. Trovarsi a diciassette punti e approfittare dello scontro diretto tra Cagliari ed Empoli, oltre che dei possibili risultati favorevoli di Sassuolo e Udinese (quest’ultima in realtà alla fine vittoriosa sul Bologna), avrebbe infatti permesso di presentarsi al 2024 con un buon numero di squadre alle spalle e qualche punto di vantaggio in più rispetto alla “zona rossa”.
E invece è arrivata una sconfitta. Una brutta sconfitta. Un k.o. amaro che, vista anche la prestazione da dimenticare, ridimensiona non poco l’entusiasmo per l’ultimo buon periodo in cui il Verona aveva quasi sempre segnato e mosso la classifica (a fare eccezione è solo la sfortunata sfida contro la Fiorentina). Non solo: la battuta d’arresto del Bentegodi ha pure permesso al Cagliari di agganciare la squadra di Baroni a quota quattordici punti.
Come affermato dal tecnico gialloblù nel post-partita, sarebbe bastato non perdere, ma per farlo sarebbero serviti un approccio alla partita e un atteggiamento ben diverso. Questa volta, al contrario di sabato scorso, la reazione nella ripresa non infatti è bastata e l’episodio fortunato non è arrivato.
Dopo un buon Natale, insomma, il Verona si appresta a entrare nell’anno nuovo con il morale sotto i tacchi. Se poi ci si mettono anche le magagne societarie, un calciomercato che sin da subito promette cessioni eccellenti e una partita al Meazza contro la capolista Inter come prossimo impegno, non certo l’inizio più agevole possibile, il quadro è completo.
Chiaro, il campionato è lungo e (come abbiamo visto al termine della scorsa stagione) può succedere di tutto, ma le premesse non sono esaltanti. Per ridare una sferzata di entusiasmo servirebbero quindi un miracolo a Milano ma soprattutto una necessaria vittoria contro l’Empoli, unico modo per rimettere in piedi un 2024 cominciato con il piede sbagliato.
Difficile al momento capire se ciò sarà possibile, ma quel che è sicuro è che Born to tribular sia, ora più che mai, il motto che più si addice al l’Hellas.
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Pregiati dc gnanca nei amatori i fa la differenza
Setti la bionda è sul mercato…..
Sconfitta voluta per poter vendere tutti i pezzi pregiati…..
ABBIAMO PERSO IN CASA CON LA CURVA CON L’ULTIMA.. DOVE VUTO ANDAR?
Sogliano primo colpevole. Telenuovo colluso.
Dc
Tribular si, ma darse le pache sui marroni le naltra cosa.
Tutti complici, proni, tutti intenti a coprire lo scempio al quale stiamo assistendo
Tchaouna….che goduria
All’Hellas i saldi iniziano prima di tutti