Avvocato dell’Hellas dai tempi della Serie C e tifoso gialloblù, Stefano Fanini ha parlato al Corriere di Verona, ricordando diversi episodi del passato e raccontando la propria passione per la squadra scaligera.
Di seguito, dunque, le sue principali dichiarazioni.
L’HELLAS. «Mio padre è da sempre un grande tifoso del Verona, tant’è che è ancora abbonato e va sempre allo stadio, e questa è stata la mia fortuna. A otto anni sono stato al Bentegodi per la prima volta: era l’8 marzo 1981, eravamo in Serie B e giocavamo contro il Milan, retrocesso per lo scandalo scommesse. La partita finì in parità, per loro segnò Collovati e per noi Tricella, capitano dello scudetto e uno dei miei giocatori preferiti. Era elegante e aveva grande classe».
GLI IDOLI. «Elkjaer era simpatico, “tuto mato” come il detto vuole che siamo noi veronesi. Ho poi adorato Morfeo, un genio, e Amrabat, dirompente. Grandissimi sono stati Toni e Pazzini, bomber fortissimi e persone con cui ho stretto un rapporto d’amicizia. Nel cuore c’è anche Ferrari, un magnifico lottatore simbolo del Verona che dalla Serie C è salito in Serie A».
LA CARRIERA. «Sono orgoglioso di poter dare da anni il mio contributo all’Hellas. A chiamarmi per primo come avvocato del club fu Piero Arvedi, nel 2007. Da lui ho ricevuto fiducia, io ero giovane e il compito era tanto bello quanto impegnativo».
I PRESIDENTI. «Arvedi era un uomo dal profondo trasporto per il Verona, che attraversava un periodo difficile. C’era appena stata la retrocessione in C1, la piazza soffriva molto e Piero tantissimo. Conservo un grande affetto per lui. Ricordo che una sera mi telefonò per dirmi che i tifosi gli stavano facendo il funerale: era in corso una contestazione vicino alla sua villa a Cavalcaselle e i tifosi avevano messo dei lumini lungo l’ingresso. Ci fu anche il tentativo di sedicenti imprenditori di comprare il Verona pagando con delle banconote false, ma intervenni e denunciammo il tutto. Martinelli ha voluto un bene profondo all’Hellas, si è speso dal lato umano, portandolo in Serie B e gettando le basi per ripartire. Con Setti l’Hellas ha fatto un salto in avanti, aggiungendo organizzazione e managerialità. Si è strutturato in ogni ambito e ritengo che, tra i club dello stesso livello, sia un riferimento».
LA CAUSA DA RICORDARE. «Esultai quando ci venne dato il 3-0 a tavolino con la Roma per l’errore burocratico relativo a Diawara. Seguì una fila di ricorsi e le udienze culminarono al Collegio di garanzia del CONI. In aula a Roma sembrava davvero di stare in trasferta, nonostante le restrizioni per il Covid c’erano decine di giornalisti e all’esterno i tifosi giallorossi che non me le mandarono a dire. Appresi in auto che la sentenza era stata a nostro favore e ammetto che mi lasciai andare: avevamo vinto “soli contro tutti”, come dicono i nostri tifosi. E io sono uno di loro».
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Serie c e basta!!!
Avvocato……..
🤡
certo la pendenza della strada che porta in b è perfettamente studiata
certamente la stabilità della strada verso la retrocessione è perfettamenta perfetta.
AVVOCATO MA CHE DICI FARGHE UN MONUMENTO AL HELLAS BONDI
Bella questa!
Setti ha stabilizzato i suoi bilanci.
Ma va a c…. ti, Setti, so fiol, la bionda e la stabilità