L’Eroe di Reggio (Calabria) ha parlato ai nostri microfoni dopo la salvezza dell’Hellas
Sin qui conosciuto come l’Eroe di Reggio, visto quanto accaduto al Mapei Stadium Michele Cossato potrebbe ora essere costretto a specificare “Calabria” per non essere confuso con Lorenzo Montipò, “eletto” dallo stesso ex attaccante gialloblù Eroe di Reggio Emilia.
Raggiunto dai nostri microfoni, il classe ’70 ci ha infatti parlato dello spareggio che ha visto il Verona sopraffare lo Spezia grazie anche alle grandissime parate del portiere novarese, autentico protagonista dell’incontro. La sfida disputatasi in terra emiliana non è comunque stato l’unico argomento trattato nel corso della nostra chiacchierata con Super Mike, il quale ha parlato anche di Baroni, calciomercato e non solo.
Di seguito, dunque, la nostra intervista esclusiva.
Una stagione difficile, ma alla fine il Verona è salvo…
«È stata un’annata dura, ma salvo poche stagioni che fanno eccezione a Verona è sempre stato così. Questo in fondo è l’Hellas. Alla fine comunque è andata bene e credo che la salvezza sia meritata. Era giusto che si andasse allo spareggio contro lo Spezia, una squadra che nel finale di campionato ha sofferto molto, e che avesse la meglio il Verona».
Che spareggio è stato?
«L’Hellas come detto ha meritato, poi oltre alla bravura ci vuole anche un pizzico di fortuna. Bravo Montipò a prenderle tutte e soprattutto a parare il rigore: con un solo gol di vantaggio, un uomo in meno e ancora mezz’ora da giocare, sarebbe stata durissima…».
Tu sei stato l’Eroe di Reggio Calabria. Ci dici dunque chi potrebbe essere l’Eroe di Reggio Emilia?
«Penso che non possa che essere Montipò, in fondo è lui ad aver salvato il risultato: il Verona avrebbe potuto incassare altri gol, ma lui ha fatto parate importanti. Devo però dire che il discorso è un po’ diverso rispetto a quanto successo al Granillo, ma non perché si parla di me. A Reggio Calabria il mio gol arrivò a tre minuti dalla fine, al Mapei Stadium invece l’Hellas vinceva per 1-3 e doveva difendere. È comunque sempre uno spareggio e un bellissimo ricordo che rimarrà nei tifosi gialloblù».
L’attacco del Verona non ha certo incantato quest’anno…
«Non ho seguito molte partite, però ho visto che Djuric, pur segnando poco, ha lottato molto. Alla fine però è normale, anche Haaland avrebbe fatto fatica a segnare giocando in questo Verona. Se la squadra non gira, per un attaccante è difficile fare bene ed è ovvio che a emergere siano invece i difensori e il portiere».
In questi giorni si è fatto il nome di Baroni per la panchina dell’Hellas: che ne pensi?
«Baroni è reduce dalla buona esperienza a Lecce, fa giocare bene le sue squadre e conosce l’ambiente Verona. Non so però quale sia l’accordo con Zaffaroni e Bocchetti, soprattutto considerato che quest’ultimo ha un accordo fino al 2027. Ciò che conta, comunque, è che all’allenatore venga data una squadra all’altezza e che il Verona si salvi senza patemi».
Chiudiamo con il mercato: chi è il calciatore che ti piacerebbe vedere al Verona?
«Vorrei un attaccante come Simeone, uno che ha fame. Bisogna inoltre che stia nel budget, quindi si potrebbe puntare su un prestito o su una “sorpresa”. Una punta che mi piace è Pavoletti: sa giocare a calcio, ha buoni piedi, è forte di testa e quando sta bene segna molto. Non è più giovanissimo (classe ’88, ndr), ma potrebbe fare una buona stagione all’Hellas».
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Questo è stato un anno sofferto ma è stato importante raggiungere l’obiettivo, gli anni precedenti l’Hellas è stato spesso nella parte sinistra della classifica. Vediamo l’anno prossimo🤞