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ESC. CH – Pachera: “Annata difficile per tutti, serviva qualcosa in più. Cedeño merita la Serie A”

L’ex tecnico gialloblù ha parlato ai nostri microfoni della propria esperienza alla guida dell’Hellas Verona Women

Dall’approdo sulla panchina gialloblù con due salvezze di fila (di cui una con l’algoritmo) fino all’amaro esonero e all’altrettanto amara retrocessione dell’Hellas Verona Women: durante la lunga intervista concessaci, Matteo Pachera ha rivissuto tutta la propria esperienza sulla panchina scaligera.

Senza dunque perdere tempo, eccovi la nostra intervista esclusiva all’ex tecnico gialloblù.

Partiamo dall’inizio: nel gennaio 2020 arriva la chiamata della prima squadra…
«Quando mi è arrivata la chiamata della prima squadra ero molto felice dell’opportunità. Il debutto è stato bello ed emozionante. Peccato che il tutto si sia interrotto a causa del Covid. Alla fine è arrivata una salvezza grazie all’algoritmo, ma avrei preferito ottenerla sul campo».

La stagione successiva è forse la più tranquilla dalla nascita dell’Hellas Verona Women…
«Adesso diciamo che è stata la più tranquilla, ma ci sono stati momenti molto difficili. Penso per esempio a quando il Covid ha colpito buona parte della squadra e dello staff. Nonostante tutto però le ragazze sono state molto brave e hanno fatto qualcosa di importante raggiungendo la salvezza. Devo ringraziarle perché mi hanno dato tanto e mi hanno insegnato molto. Alla fine ci siamo salvati con tre o quattro giornate d’anticipo, nessuno ci sperava ma è andato tutto bene».

Arriviamo alla deludente stagione di quest’anno: cosa non ha funzionato sin da subito?
«È stata un’annata difficile per tutti. Riguardando ad alcune partite del girone d’andata, penso però che ci fossero molte occasioni in cui non avremmo meritato di perdere. Purtroppo ci sono state volte in cui abbiamo sbagliato a livello tecnico-tattico, mangiandoci anche alcuni gol facili, e in una Serie A di alto livello come quella di quest’anno questo tipo di errori si paga. Dispiace che sia andata così e che alla fine la squadra sia retrocessa, ma ora per fare la Serie A serve altro».

Quanto ha inciso aver perso elementi importanti come Bragonzi, Durante, Mella, Nichele e Santi?
«L’idea mia della società era quella di tenere ossatura dell’anno precedente e da lì fare degli innesti per alzare il livello. Il mercato estivo però è strano e ci ha portato alla perdita di giocatrici importanti che probabilmente non sono state rimpiazzate nel modo giusto. Serviva qualcosa in più, però la realtà dice che non è stato così. Purtroppo, come detto, non siamo riusciti a fare ciò che volevamo».

L’unica nota lieta di questa stagione sembra essere stata Cedeño…
«Lineth è una giocatrice di qualità. La seguivamo da mesi, avevamo visto molte sue partite ed era chiaro che facesse la differenza. Sicuramente merita la Serie A».

A gennaio, con una situazione ormai disperata, arriva il suo esonero e si prova a rivoluzionare la squadra con qualche acquisto, ma i risultati non cambiano. La dimostrazione che alla fine paga sempre l’allenatore?
«Sì, sappiamo che nel calcio spesso è così. Mi è dispiaciuto tanto, anche perché la società conosceva le mie idee e c’era affinità. Il club però ha deciso così e a malincuore lo accetto, anche perché se dopo un girone d’andata hai fatto un solo punto è una scelta che ci può stare».

Ratificato il professionismo in Serie A: svolta storica per il movimento…
«È un passo importantissimo e un punto di partenza per tutto il movimento. Da quando alleno nel femminile ho visto tante ragazze che si comportano da professioniste e che lavorano come tali, quindi è giusto dar loro il giusto riconoscimento».

Chiudiamo con lei: cosa c’è nel futuro di Matteo Pachera?
«C’è la possibilità di poter nuovamente allenare nel calcio femminile, un ambiente in cui mi sono trovato molto bene. Spero in una chiamata che mi dia la possibilità di tornare al lavoro».

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