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ESC. CH – Balzarini: “Tudor bella sorpresa. Alla Juve qualcuno si sarà fatto delle domande…”

Il giornalista di Mediaset, da sempre vicino agli ambienti bianconeri, ci ha parlato anche della Nazionale

Tudor una bella sorpresa che probabilmente avrà fatto porre qualche domanda tra le fila della Juventus: questo il giudizio di Gianni Balzarini sul tecnico gialloblù, fino all’anno scorso vice-allenatore di Pirlo proprio in bianconero.

Raggiunto dai nostri microfoni per parlare proprio dell’allenatore croato, il collega di Mediaset ci ha anche parlato un po’ della Nazionale e in generale del calcio italiano. Di seguito, dunque, la nostra intervista esclusiva.

Partiamo dall’argomento principe dell’ultimo periodo: la debacle della Nazionale…
«Partiamo da un presupposto: se Jorginho avesse buttato dentro anche solo uno dei due rigori, staremmo parlando di splendida continuità. Questo per dire quanto un episodio possa condizionare un giudizio. Resta poi il fatto che potremmo vedere la cosa in senso opposto: la grande esaltazione per l’Europeo vinto ci ha fatto dimenticare semifinale e finale erano state vinte ai rigori e che ci fosse un problema di gol. Questa seconda esclusione di fila dal Mondiale, comunque, è sicuramente figlia di un sistema malato».

Ora si parla di rinnovamento: come al solito saranno solo parole?
«Bisogna capire cosa si intende per “rinnovamento”, anche se io penso che serva una vera e propria rivoluzione: bisogna cambiare il sistema, optare per un campionato con meno partite e cercare una collaborazione tra Lega e Federazione. Se pensiamo che la Nazionale sia solo un fastidioso obbligo e non un onore, non si va da nessuna parte. Mancano gli investimenti, i giocatori che abbiamo naturalizzato sono importanti ma se devi ricorrere alle doppie cittadinanze vuol dire che il tuo serbatoio è vuoto. Anche nelle formazioni Primavera ci sono tantissimi stranieri e questo la dice lunga. Il rischio è che come sempre si parli tanto ma che poi si arrivi al 2026 nelle stesse condizioni».

Tudor al Verona sta facendo benissimo: a Torino c’è forse un po’ di rimpianto quando si pensa che l’anno scorso faceva da collaboratore a Pirlo?
«Sicuramente in molti si sono domandati se la Juventus avesse avuto un ottimo allenatore in casa senza saperlo. Bisogna però dire che in Italia non aveva mai allenato per una stagione completa. Affiancare Pirlo è stata una scelta che gli ha fatto onore, anche se alla fine hanno lavorato insieme un mese e mezzo, dopo il quale hanno avuto alcuni dissapori e lui è stato messo da parte in attesa del finale di stagione. Ora che l’ho visto all’opera quasi dall’inizio, peraltro senza aver svolto la preparazione con la squadra e con una rosa costruita per un altro allenatore, devo dire che per me ha rappresentato una bellissima sorpresa. È un tecnico con idee precise e che ama studiare e aggiornarsi. Penso abbia tutte le carte in regola per una carriera brillante, magari in realtà anche più grandi rispetto a quella di Verona»

Tudor dice sempre che con la corsa si annulla la superiorità tecnica e che chi non lo capisce rimane indietro: è questo ciò che manca al calcio italiano?
«Il concetto è giusto e la Juventus l’ha vissuto sulla propria pelle: pensiamo al pareggio nel derby contro il Torino o alla gara di andata contro il Verona… Ricordo che i gialloblù massacrarono la squadra di Allegri. Spesso poi in Europa troviamo il connubio di corsa e qualità. L’esempio più calzante è il Real Madrid che ha battuto il Paris Saint Germain: mentre il PSG si specchiava come gli Harlem Globe Trotters, il Real ha vinto con rabbia, determinazione e anche ovviamente grazie alla qualità di elementi come Benzema, Modric e Vinicius. Le squadre italiane, invece, in questo momento peccano sia come rose che sotto il punto di vista atletico…».

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