Il doppio ex di Benevento-Verona ha parlato ai microfoni del Salotto Gialloblù in vista della gara di stasera
Quello di Juric è un Verona che… fa innamorare! A dirlo è Giuseppe Galderisi, uno che di Hellas sicuramente se ne intende.
Di seguito, infatti, le principali dichiarazioni rilasciate dal Nanu al Salotto Gialloblù in vista del match contro il Benevento in programma stasera, gara di cui è peraltro un doppio ex.
IL VERONA DI JURIC. «Sono innamorato di questo Verona: la squadra è in continua crescita e la mentalità di Juric mi fa impazzire. Il mister ha un’idea di calcio che fa rendere tutti al massimo e che fa divertire i tifosi perché la squadra è molto propositiva, a prescindere dall’avversario. Basti pensare alla sfida contro la Juve, una partita che a un certo punto si pensava anche di poter portare a casa. In generale è un buon momento: ci sono entusiasmo e consapevolezza dei propri mezzi. Credo che i trentacinque punti arrivati sin qui siano meritati, anzi, forse ne manca pure qualcuno…».
IL MISTER. «Ammiro Juric da quando giocava al Genoa. Come allenatore è una forza della natura, le sue squadre hanno sempre una propria identità e mi fa impazzire il modo in cui si proiettano in avanti. L’Hellas sa cosa deve fare, sia in fase di possesso che di non possesso. Il 3-4-2-1? Ivan lo interpreta in modo molto aggressivo, credo che mi sarei divertito a giocare in questo Verona».
I SINGOLI. «Barak sta facendo cose meravigliose: nel gol contro la Juve ha messo forza e potenza, davvero uno stacco imperioso. Nel Verona comunque ci sono tanti bravi giocatori, penso anche a Kalinic, Lasagna Dimarco… In generale comunque tutti stanno rendendo molto perché la forza del collettivo esalta il singolo».
L’AVVERSARIO. «Il Benevento sta disputando un campionato positivo e l’atmosfera è quella di una squadra consapevole di avere un buon margine sulla zona retrocessione ma che al contempo sa di non poter stare troppo tranquilla. Sono molto solidi e in casa ha fatto molto bene, però temono molto questo Verona che peraltro, in un momento in cui hanno bisogno di fiducia e punti, è probabilmente la peggior squadra che potessero incontrare».
LA PARTITA. «Credo che per il Benevento sarà una partita molto difficile perché il Verona non prende mai sottogamba l’avversario. Mi aspetto una gara bella e molto tattica: credo che a decidere saranno gli episodi. I singoli? Caprari è un giocatore importante che mi è sempre piaciuto, ma anche Schiattarella e Lapadula sono buoni giocatori».
LO SCUDETTO. «Della squadra dello Scudetto ricordo non solo l’aspetto calcistico, ma anche quello umano: eravamo e siamo tuttora una grande famiglia. C’erano qualità tecniche, ma noi abbiamo raggiunto l’obiettivo grazie a quelle umane e alla guida di due grandi come Bagnoli e Mascetti. E poi eravamo solo in sedici, il che mi fa sempre molto sorridere! Siamo tutti molto orgogliosi di quanto abbiamo fatto, e poi una piazza come Verona si meritava un traguardo del genere. Il mio Verona? Sono arrivato che ero un ragazzino che voleva spaccare il mondo e ho trovato l’ambiente e l’allenatore perfetti per me, e lo stesso discorso vale per i calciatori che arrivano oggi al Verona».
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