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Ancora Lee a CH: “Di Verona ho solo ricordi positivi. Pazzini capitano vero”

La seconda parte dell’intervista in esclusiva ai nostri microfoni dell’attaccante sudcoreano attualmente in forza al Sint-Truiden

Al Verona era arrivato nel 2017 dopo un grande Mondiale U20 e 5 anni nelle giovanili del Barcellona. Un bel biglietto da visita quello di Lee Seung-woo, che in gialloblù ha collezionato 37 presenze e 2 gol all’attivo in due stagioni. Due anni con emozioni intense, dalla retrocessione alla convocazione per Russia 2018, la vittoria dei Giochi Asiatici e la promozione in Serie A con la rimonta contro il Cittadella al Bentegodi. Uno stadio che per lui ha rievocato il coro dedicato a Caverzan. Oggi, il classe 1998 sta affrontando la pandemia del Covid-19 in Belgio, al Sint-Truiden, dopo una stagione con solo 6 presenze all’attivo. Per sapere come sta vivendo questo momento, Calciohellas.it lo ha contattato in esclusiva:

Che ricordi hai della tua esperienza all’Hellas?
“Il primo anno, quello della retrocessione, è l’unico ricordo negativo che ho della mia esperienza al Verona. La scorsa stagione invece è stata troppo bella con la promozione. Verona è una città bellissima, con una tifoseria meravigliosa e forte: il ricordo può essere solo positivo. Personalmente, il gol a San Siro contro il Milan e la promozione in Serie A sono i due momenti più belli. Vedere il Bentegodi pieno per aiutarci è stato bellissimo”.

Con chi avevi legato maggiormente nello spogliatoio?
“Da quando sono arrivato tutti mi hanno trattato bene. Inizialmente avevo legato molto con i sudamericani, come i fratelli Zuculini, Gonzalez e Caceres, con i quali parlo ancora oggi. Il secondo anno quando sono andati via tutti, Pazzini è stato uno di quelli più presenti per me. Un capitano. Poi anche Silvestri e Marrone”.

Pecchia che allenatore è stato per te?
Quando sono arrivato in Italia ero troppo giovane. Avevo 19 anni, ma Fusco mi ha aiutato tanto dal primo all’ultimo giorno. Pecchia mi ha aiutato a crescere come persona e come giocatore. Grazie a loro ho realizzato il sogno di andare al Mondiale”.

Grosso e Aglietti?
“Quando ho saputo dell’arrivo di Grosso sono diventato subito un po’ nervoso perché sapevo che era stato un giocatore importante per la vittoria del Mondiale dell’Italia. Allenarsi con lui era molto bello perché aveva un’idea di calcio sempre propositiva. Lui voleva che l’azione partisse dal portiere, un po’come ero stato abituato al Barcellona. Per me era più facile capire il suo calcio. Aglietti invece era più motivatore. Con lui siamo tornati in A ed è stato bellissimo. Ho visto che è tornato a Verona per allenare il Chievo: spero che faccia bene”.

La scorsa estate hai avuto modo anche di allenarti con Juric…
“Lui è più diretto, ti fa capire subito quello che vuole. Mi ha trattato bene sin dal primo giorno che è arrivato. Quest’anno sta facendo benissimo, e sono molto felice per lui e per il Verona. Cerco sempre di vedere gli highlights delle loro partite e di tenermi aggiornato con i risultati e la classifica”.

Ti sorprende la stagione di Kumbulla?
“Tanta roba! Ho visto che gioca sempre e ha anche segnato. Sono felice per lui. Peccato che lo scorso anno non abbia giocato a causa di un infortunio. Con Juric sta facendo benissimo. Spero che continui così”.

Prima hai nominato anche Pazzini, che sta continuando a dare il suo contributo: quanto è importante nello spogliatoio e come era il vostro rapporto?
“Pazzini è stato sei mesi al Levante quindi con lui parlavo in spagnolo. Con lui tanti scherzi e tante risate, ma mi ha fatto sempre sentire a mio agio. Una grande persona che ha tanta esperienza e che sa come si gestisce uno spogliatoio. Ancora oggi sta facendo bene e spero che continui così fino a quando potrà”
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