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Tommasi: “Alcuni presidenti sono come i musicisti del Titanic”

Il presidente dell’AIC, raggiunto dai colleghi de Il Messaggero, ha lanciato un paio di frecciatine piuttosto “dirette”

La ripresa del campionato, il possibile sforamento a giugno, il dialogo con i presidenti: sono parecchi gli argomenti toccati da Damiano Tommasi durante la lunga intervista concessa a Il Messaggero.

Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni rilasciate dal presidente dell’Assocalciatori ai colleghi del quotidiano romano.

LO SPORT? UN LUSSO. «In un Paese in cui mancano infermieri e in cui si pensa di portare a termine l’anno scolastico solo attraverso la didattica domestica, parlare della ripresa delle attività sportive è un lusso: se si chiudono le scuole, non si può pensare a mandare avanti lo sport. Programmare i calendari ci porta a una dimensione ottimistica, ma bisogna essere realisti: le date proposte probabilmente verranno disattese».

IL CAMPIONATO. «Giocare il 7 e l’8 marzo è stato un errore, e io avevo cercato di farlo capire subito: la prossima volta il Governo non farà decidere chi non sa scegliere, e quando si tornerà in campo lo si farà nelle condizioni di massima sicurezza, ma anche l’annullamento del torneo non è da escludere. Fortunatamente la UEFA ha rinviato EURO2020, così abbiamo più tempo per provare a concludere».

LA DEADLINE DEL 30 GIUGNO. «Sforare a luglio sarebbe un bel problema: ci sono contratti da rispettare e bilanci da presentare, quindi servirebbe una moratoria. Inoltre non si potrebbe nemmeno cominciare il nuovo campionato troppo in avanti, visto che, almeno l’anno prossimo, dovrebbero esserci gli Europei».

I PRESIDENTI. «Alcuni presidenti sono come i musicisti del Titanic: continuano a suonare mentre la barca affonda, non capendo che la situazione è seria. Riduzione degli stipendi? Non entriamo in trattative, ma ci sarà da capire se ci sarà qualcuno che vorrà approfittare della situazione: speriamo di trovarci a parlare con persone che vogliono il bene del nostro sistema-calcio. Il benessere economico del nostro mondo riguarda tutti, ma prima di sedersi attorno a un tavolo bisognerà valutare tempi e danni effettivi».

LA VITA IN QUARANTENA. «Al momento sono a casa con la mia famiglia, esco solo per fare le commissioni. Al momento ho una figlia che purtroppo si trova in Inghilterra per questioni di studio, ma spero riesca a raggiungerci presto».

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