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Jeda a CH: “Il Cagliari non è favorito nonostante i rientri. Verona avversario duro per chiunque”

Intervista all’ex attaccante brasiliano del Cagliari alla vigilia della partita in programma domani pomeriggio al Bentegodi

Domani pomeriggio al Bentegodi, l’Hellas Verona ospiterà il Cagliari per una sfida tra due delle rivelazioni di questa stagione, anche se i gialloblù stanno vivendo un periodo di flessione. Maran torna a Verona dopo l’esperienza al Chievo nel momento più difficile della sua esperienza sulla panchina dei sardi. I rossoblù arrivano all’appuntamento dopo una settimana di ritiro, mentre l’Hellas potrebbe avere qualche defezione di troppo.

Per avvicinarci alla partita, CalcioHellas.it ha contattato in esclusiva Jeda, ex attaccante brasiliano che ha vestito la maglia del Cagliari dal 2008 al 2010:

Come vede il Cagliari in vista della trasferta del Bentegodi?
“Il momento del Cagliari non è dei migliori e la partita di domenica è molto complicata perché si trova di fronte un avversario in grande salute. Il Verona ha dimostrato di essere forte. Io sono uno di quelli che crede che non siano i nomi a rendere forte una squadra, ma contano valori come il gioco e il carattere. In più il Verona ha un allenatore come Juric che ha grandi margini di miglioramento. Per il Cagliari sarà una partita dura, dopo i recenti fatti di contestazione da parte della piazza nei confronti della squadra, spero che la misura presa dal presidente possa portare i suoi frutti”.

Da giocatore come vedeva il ritiro?
La società deve stare attenta a questa soluzione. La squadra non deve andare in ritiro per punizione. La società deve mettere in guardia i giocatori, che a questi livelli hanno grandi responsabilità nei confronti di un’intera isola. In questo caso la società non deve andare dietro agli umori della piazza perché poi rischi un effetto boomerang e magari si crea ancora più difficoltà alla squadra. Dipende poi come lo prendono i giocatori, ma se l’unico motivo del ritiro è dare una punizione ai giocatori allora per me è negativo”.

Come vede il ritorno di Maran a Verona in un momento così complicato?
“Gli allenatori vivono di risultati e basta poco per mettere in dubbio un allenatore: io credo che sia sbagliato tutto ciò. Ho letto che la panchina di Maran poteva essere già a rischio dopo l’ultima sconfitta: sono segnali di non serenità societaria. La società deve avere la forza di poter gestire come meglio crede la questione allenatore perché io non credo che un cambio in panchina possa darti tutte le volte dei benefici. Non è questo il modo di operare e credo che Maran abbia svolto un ottimo lavoro e rimane un allenatore preparato: questo è un momento negativo ma penso che il Cagliari non deve inseguire le chiacchiere, ovvero deve pensare a fare un bel campionato che non vuol dire per forza puntare all’Europa League. In questo momento andrei avanti con lui, poi se la situazione dovesse precipitare allora ci penserei”.

Cosa pensa dell’avversario dei rossoblù?
Bisogna fare i complimenti a Juric, che ha iniziato in sordina partendo dalla Primavera del Genoa per poi diventare un allenatore di qualità. Come organico ritengo il Verona una squadra normale ma con un gioco veramente spumeggiante ed entusiasmante. Si vede in campo una squadra con grandi motivazioni e questo è dovuto alla mentalità trasmessa da Juric. Lui è un discepolo di Gasperini e infatti ci sono delle similitudini per quanto riguarda il piano della corsa e del palleggio. In questo momento è una delle formazioni più difficili da affrontare. Il Verona ha operato bene come società e il risultato si vede sul campo”.

Operando in questo modo potrebbe mettere le basi per un futuro solido?
Questa è la strada che deve seguire il Verona. È una grande piazza del calcio italiano e merita rispetto. L’Hellas con una giusta programmazione può prendere buoni giocatori, valorizzarli e fare plusvalenze. Rrahmani e Amrabat sono già stati venduti e Kumbulla probabilmente sarà ceduto al termine della stagione perché sta facendo veramente qualcosa di importante. Adesso la società dovrà pensare a come sostituirli”.

Tornando al campo quanto incideranno le assenze di Veloso, Borini e Pazzini e i rientri di Nainggolan, Ceppitelli e Rog?
“Per quanto riguarda il Cagliari sono tre rientri importanti. Ceppitelli mancava da un po’ di tempo e deve tornare a guidare la difesa: quando c’era lui la squadra stava andando bene. Nainggolan dovrà prendere per mano il centrocampo perché è il cervello della squadra. Il Cagliari deve tornare ad avere quegli equilibri senza pensare troppo alla classifica. Il Verona ha messo tanti giocatori in evidenza che erano finiti un po’ nel dimenticatoio: penso ai vari Faraoni, Borini, Veloso e Pazzini, che nonostante l’età sta dando una mano. Non credo che il Cagliari sia favorito nonostante i rientri. L’Hellas dal canto suo ha il vantaggio di avere una certa serenità di classifica. Mi aspetto una partita combattuta e aperta perché sono due squadre votate al bel gioco”.

Nel corso della sua carriera era stato accostato anche al Verona, c’era stata realmente questa possibilità?
Verona è una piazza importante e di assoluto rispetto come sta dimostrando adesso. Se ci fosse stata la possibilità sarei andato sicuramente. Già quando giocavo nel Vicenza avevo avuto modo di conoscere la piazza giocando qualche derby. C’era stata qualche chiacchiera, ma nessuna trattativa concreta”.

 

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