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Onofri a CH: “Scontro salvezza solo per il Genoa. Lazovic e Veloso valori aggiunti”

L’intervista all’ex allenatore del Grifone alla vigilia della partita in programma domenica pomeriggio al Bentegodi

Domani al Bentegodi, l’Hellas Verona proverà a chiudere il girone d’andata con una vittoria che le permetterebbe di arrivare a quota 25 punti. I gialloblù si troveranno di fronte il Genoa, invischiato nella lotta retrocessione ma reduce dalla vittoria con il Sassuolo e dall’eliminazione in Coppa Italia ai calci di rigore contro il Torino. Una gara dai tanti significati per tanti a partire da Juric, che affronterà il suo passato. Per avvicinarci alla partita e per conoscere meglio le condizioni dell’avversario, Calciohellas.it ha contattato in esclusiva Claudio Onofri, ex centrocampista e allenatore rossoblù:

Come arriva il Genoa a questo appuntamento?

Con il Torino è stata una partita incoraggiante per quanto riguarda il Genoa, perché si è visto un miglioramento tattico ma soprattutto mentale: questo è dovuto al grande impatto che ha avuto Nicola sulla squadra in pochi giorni. Contro una squadra forte, un po’ per la classifica e un po’ per i suoi valori individuali, non ha mai patito troppo e la gara è sempre stata equilibrata. La sconfitta finale è stata anche un po’ immeritata vista la mancata espulsione di Meité nei tempi regolamentari. Al di là degli episodi, credo che Nicola stia facendo un ottimo lavoro per quello che può incidere in così poco tempo. Conosce la maglia e le caratteristiche che piacciono ai tifosi: adesso dovrà cercare di salvare una squadra che fino a questo momento ha deluso in maniera incredibile”.

Da chi sono arrivate le risposte più positive?

Schone rappresenta una piccola delusione, ma dal punto di vista della dimensione tecnica e dell’esperienza, sicuramente è un giocatore che nel Genoa dovrebbe giocare sempre: col Torino ha dato una risposta importante a tutto l’ambiente. Ci sono state delle note positive, ma domenica il Genoa affronterà una partita che è uno scontro salvezza solo per i rossoblù, perché il Verona centra poco con questa zona di classifica. Nicola sarà chiamato a fare delle scelte anche in base ai 120 minuti di giovedì, dal punto di vista delle energie fisiche da spendere e dal punto di vista tattico l’Hellas ti mette palesemente in difficoltà. Ho visto tutte le partite del Verona e quella di domenica la considero una delle partite dal coefficiente di difficoltà più alto che possa affrontare il Genoa”.

Si aspettava che Juric potesse far bene sin da subito?

“Sì, ne ero convinto, nonostante le difficoltà iniziali, dato che non era stato accolto benissimo. Nonostante l’operato di Aglietti, la conoscenza del presidente in quel di Mantova ha permesso che questa scelta fosse fatta precedentemente, e con l’approdo in Serie A non si è rimangiato la parola affidandogli la panchina. Juric lo conosco molto bene ed è un allenatore molto giovane. Al Genoa ha ammesso lui stesso che aveva commesso qualche errore, però ho sempre intravisto in lui un cordone ombelicale con il suo maestro Gasperini, dal punto di vista tattico e della mentalità: hanno un modo di pensare calcio moderno, gli interpreti pressano a tutto campo e segnano tutti. Tutto ciò fa di Juric un allenatore che può davvero avere un futuro importante. Al di là dei punti, al Verona sta facendo davvero qualcosa di eclatante, perché la squadra esprime un bel gioco ed è piacevole vederla. Oltretutto quei giocatori semisconosciuti ad inizio stagione sono migliorati grazie a questo modo di giocare. Una squadra che sta facendo molto di più rispetto alle aspettative di inizio stagione espresse da tutti gli addetti ai lavori”.

In estate sono arrivati anche tanti ex Genoa, si sarebbe aspettato questo rendimento?

“Non me l’aspettavo, ma si vedeva che erano giocatori forti potenzialmente, soprattutto Lazovic e Veloso. A Genova c’era contestazione perché la squadra andava male e ne hanno risentito. Sapevo del reale valore di Lazovic perché lo avevo visto giocare nella Stella Rossa dove giocava a destra, in un ruolo diverso perché giocava esterno in un 4-4-2 o in un 4-3-3. Al Genoa paradossalmente ha fatto molto meglio giocando sulla fascia sinistra, proprio come sta giocando adesso. Lazovic ha una velocità e una capacità di tenere la palla attaccata al piede che qui a Genova non sempre siamo riusciti a vedere, però potenzialmente c’era. Veloso era famoso per le sue punizioni dai tempi dello Sporting Lisbona, a Genova invece quelle qualità non le ha fatte quasi mai vedere. Il portoghese al Verona si è ripreso il suo target ed è tornato ad essere un fattore per i calci piazzati. Rispetto all’inizio della sua carriera, a Verona ha imparato a fare anche l’interditore da centrocampista centrale con tutti i requisiti che servono per giocare in quella posizione. Lui e Lazovic sono i valori aggiunti in una squadra che sta girando bene”.

Qual è il giocatore che l’ha sorpresa maggiormente nei gialloblù?

“Sicuramente Amrabat, anche se non era proprio uno sconosciuto. Tra l’altro è fratello di Nordin, che in qualche sessione di mercato era stato seguito dal Genoa, però Sofyan è veramente tutt’altra roba. Amrabat è un giocatore completo: in carriera ha giocato in tutti i ruoli del centrocampo, abbina corsa e quantità a quella qualità che per forza di cose suscita l’interesse delle grandi squadre. L’importante in queste situazioni è reinvestire bene la plusvalenza attraverso lo scouting, e D’Amico lo scorso anno ha dimostrato di sapersi muovere bene in questo senso”.

 

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