Il tecnico ha analizzato il match della Sardegna Arena, avendo anche da ridire con un giornalista sardo un po’ troppo “polemico”
Si è da poco conclusa la conferenza stampa post-partita di Ivan Juric, che oltre a zittire un collega sardo un po’ troppo polemico sull’arbitraggio (risposta testuale: «La tua non è una domanda. Il prossimo?») ha commentato il match della Sardegna Arena.
Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni del tecnico gialloblù
IL PRIMO TEMPO. «Penso che all’inizio abbiamo risentito delle scorie dovute alle tre partite in otto giorni. Non eravamo tosti come al solito, ma dopo il gol incassato c’è stata una scossa».
LA RIPRESA. «Dopo la rete del Cagliari abbiamo creato tanto, e pur concedendo qualcosa alla fine abbiamo trovato la rete. Dopo il pareggio abbiamo poi avuto anche le occasioni per vincerla, così come i nostri avversari, quindi credo che tutto sommato sia un risultato giusto. Dispiacere per non averla ribaltata? Sono consapevole del valore della mia squadra, e oggi abbiamo giocato contro una formazione da parte sinistra della classifica, quindi è un buon punto. Poi è chiaro che c’è dispiacere, perché giochiamo bene e raccogliamo meno di quanto meritiamo, ma col tempo i risultati arriveranno».
I SINGOLI. «Sono molto contento di Veloso e Amrabat, perché hanno combattuto con Nandez e Rog, due giocatori che costano più di tutto il Verona messo insieme, magazzinieri compresi. Kumbulla non ha giocato non per demerito suo, ma perché Dawidowicz che mi era piaciuto molto la scorsa partita. Siamo contenti di Rrahmani, si è calato nella nuova realtà in pochissimo tempo e anche oggi è stato tra i migliori. Per Verre stravedo, perché ha tantissime qualità , però deve crescere: oggi non ha giocato una grande partita, però sta lavorando come si deve. Zaccagni oggi ha fatto bene, ma deve essere più cattivo sotto porta. Salcedo non ha nemmeno 18 anni, ma ha fatto tre o quattro cose davvero belle».
TANTO LAVORO DA FARE. «Ci sono molte situazioni da migliorare, abbiamo tanti giocatori di qualità che però devono crescere. Dobbiamo avere più convinzione, cinismo e concretezza».
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