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Silvestri a L’Arena: “La salvezza passa da corsa, difesa e sacrificio”

Il portiere gialloblù ha già capito quale sarà la via che l’Hellas dovrà percorrere per mantenere la categoria

Corsa, difesa, sacrificio: sono questi i concetti-chiave a cui l’Hellas dovrà affidarsi per raggiungere la salvezza, almeno secondo Marco Silvestri.

Il portiere gialloblù, raggiunto dai colleghi de L’Arena, ha infatti detto la sua sulla prossima stagione di Serie A, spendendo poi due parole sui colleghi portieri, sui compagni di squadra e infine su mister Juric.

Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni dell’estremo difensore del Verona.

LA SERIE A. «Siamo tornati in Serie A, e me la voglio giocare fino in fondo per dimostrare che me la merito e che ci posso stare. È giusto essere qui, sia per me che per il Verona. Non vedo l’ora che inizi la stagione. L’uomo-simbolo per la prossima stagione? Spero che Di Carmine possa trascinarci, spero possa essere il suo anno, ma anche quello di Zaccagni e Bessa. Daniel può fare la differenza, per me è un top player».

I COLLEGHI. «Con il ritorno di Buffon, torna il migliore: sono felice che ci sia anche lui, Gigi è il numero uno che piace a tutti, un esempio per tanti giovani che che hanno voluto intraprendere la carriera del portiere. Lui e Dida sono da sempre la mia fonte di ispirazione. Il migliore al momento? In Serie A Handanovic, a livello mondiale Alisson, un giocatore che mi piacerebbe rivedere in Italia. In ottica futura vedo invece molto bene Cragno: è forte, ambizioso e ha ampi margini di miglioramento».

LA PARATA PIÙ BELLA. «Se dovessi eleggere la mia parata più bella, sarebbe quella su Mancuso durante la scorsa stagione (era il 69′ della partita di ritorno dei play-off, ndr): parata bassa sulla destra, sul risultato di 0-0. La parata del secolo invece secondo me è quella fatta in finale di Coppa del Mondo da Buffon sul colpo di testa di Zidane: un gesto perfetto, la parata perfetta».

JURIC. «Il mister ci ha fatto capire che la salvezza passa dalla corsa, dalla difesa e dal sacrificio. Sappiamo che sarà molto dura, ma proprio per questo dovremo dare tutti qualcosa in più. Il primo impatto comunque mi sembra sia stato buono».

 

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