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Cossato al CdV: “Reggio? La gente ancora mi ferma per strada”

Cossato

L’ex attaccante gialloblù, l’eroe che il 24 giugno 2001 regalò la salvezza al Verona, lunedì presenterà il suo libro “Dov’eri quel giorno

24 giugno 2001: mancano quattro giorni al diciottesimo “compleanno” del gol di Michele Cossato che quel giorno salvò l’Hellas e condannò la Reggina alla cadetteria.

Non è quindi un caso che lo stesso Cossato abbia scelto proprio lunedì prossimo per presentare a Porta Palio il suo libro (curato da Alessandro Dusi) “Dov’eri quel giorno“, una raccolta di testimonianze relative allo spareggio che permise ai gialloblù di mantenere la Serie A.

Per l’occasione, l’ex attaccante è quindi stato raggiunto dai colleghi del Corriere di Verona, a cui ha parlato non solo delle forti emozioni vissute in quel di Reggio, ma anche del presente della squadra scaligera.

Di seguito, dunque, le sue principali dichiarazioni.

IL GOL E IL LIBRO. «Sembra successo ieri, ancora oggi la gente mi ferma per strada e mi ringrazia. Tutti hanno un ricordo di quanto avvenne a Reggio Calabria, e quindi da un blog è nata l’idea di questo libro, il cui ricavato andrà in parte in beneficenza all’ospedale di Borgo Trento».

EMOZIONI. «L’emozione più grande? Le parole di Massimo Oddo, il quale nel suo pensiero dedicato a quella partita fa capire che quello che visse a Reggio per lui equivale alla Coppa del Mondo vinta nel 2006».

CITTADELLA. «Durante i play-off non smettevo di ripetermi che il miracolo del Granillo si sarebbe ripetuto. Anche dopo la sconfitta dell’andata ero sicuro che l’Hellas avrebbe potuto ribaltare il risultato».

LA SERIE A. «La squadra necessita di aggiornamenti, si va in una categoria in cui non sono concessi errori. La priorità della società dovrà essere allestire una rosa competitiva. Un nome in particolare? Probabilmente è irraggiungibile, ma a me piacerebbe tanto vedere Pavoletti in gialloblù».

AGLIETTI E JURIC. «Il cuore era ed è tutto con Aglio: ha fatto un lavoro straordinario, e avrebbe meritato di rimanere, ma il calcio segue regole diverse. Mi dispiace per lui. Tra l’altro, di fatto, io arrivai al Verona proprio in sua sostituzione: lui fu ceduto al Chievo, mentre io arrivai dall’Atalanta. Per quanto riguarda Juric, è un tecnico preparato e un combattente, caratteristiche fondamentali se ci si vuole salvare».

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