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Legacalcio in contropiede contro il decreto Dignità del Governo

La manovra porterebbe alla divieto degli spot legati al mondo delle scommesse durante gli eventi sportivi. Si tratta a oltranza

Il Governo ha promosso il decreto contro l’abolizione totale dei spot legati al mondo delle scommesse durante gli eventi sportivi. Il divieto di pubblicità per giochi e scommesse è stato inserito così nel decreto Dignità, approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Nella formulazione iniziale, la norma avrebbe prodotto un colpo da 200 milioni di euro sulle entrate delle società di calcio, per non parlare dei rimbalzi all’indietro delle cifre della cessione dei diritti tv, azzoppata dall’impossibilità di vendere spot nel settore. Il nuovo testo prevede che gli accordi in essere possano mantenere la loro validità.

Il vice premier Di Maio ha esultato, ma la vicenda ha diviso gli addetti ai lavoratori perché, oltre che ai danni, diretti e indiretti per i conti delle società, il problema riguarda anche la penalizzazione per gli operatori che agiscono in trasparenza rispetto a quelli fuori dai circuiti ufficiali e monitorati. Il mondo del calcio non sta a guardare e il presidente della Lega, Gaetano Miccichè, si è messo in contatto con il sottosegretario che ha la delega allo sport, Giancarlo Giorgetti, per sottolineare le ragioni della contrarietà di tutti gli operatori del calcio arrivando a ottenere alcune modifiche.

Dell’argomento ha parlato anche anche Michele Uva, direttore generale della Federcalcio, che a Radio Anch’io Sport ha dichiarato: “La ludopatia va combattuta con tantissimi altri mezzi, con programmi specifici e attività verso i giovani che si approcciano al problema. Se però la decisione del Governo è questa, dobbiamo adattarci e tratteremo questa categoria merceologica come altre vietate come tabacchi e superalcolici“.

Il decreto Dignità, ora, passerà per Cemera e Senato ed entro 60 giorni potrebbe essere approvato nella sua forma definitiva. Intanto il  mondo del calcio proverà ad aprire un tavolo per cambiare in modo davvero incisivo il provvedimento.

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