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60 anni!!! Fanna si racconta come nonno ed ex calciatore: “A Verona il periodo più bello della mia vita!”

Fanna

Oggi l’ex esterno gialloblù raggiunge il grande traguardo dei 60!

60 anni non si raggiungono ogni giorno, anzi i più direbbero solo una volta nella vita. C’è chi se li sente addosso e chi no. “Non so perchè ho passato una vita a leggere sui giornali e sulle figurine Piero o Pietro, ma io sono Pierino all’anagrafe“. Bhe Pietro, anzi Pierino Fanna è indubbiamente in questo secondo gruppo. L’esterno per il suo compleanno si è regalato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, uscita in edicola questa mattina, in cui ha raccontato diversi aneddoti e sfaccettature del suo passato, ma anche del suo presente.

Quando gli viene chiesto se si aspetta di ricevere gli auguri dal mondo del calcio, visto anche i 5 scudetti vinti con 3 maglie diverse, Fanna risponde: “Non credo, l’amicizia è un valore forte, non mi aspetto di ricevere auguri da quel mondo“. Nonno a tempo pieno, il nipotino Tommaso è l’unico per il quale “è felicemente a completa disposizione“. Il calcio non manca all’ex ala, non lo segue così frequentemente neanche in tv, anche se ci tiene a specificare: “Vado raramente allo stadio, anche se seguo i risultati dell’Hellas ovviamente.

Sempre Hellas, quel Verona glorioso degli anni ’80, Fanna lo racconta così: “Ho tocato il cielo con un dito. Senza dubbio il periodo più bello della mia vita. Era il sogno che diventava realtà, essere libero. Ho espresso il mio istinto grazie a Osvaldo Bagnoli. Mi ha capito, mi ha ricostruito e mi ha tirato fuori tutto“.

Lasciare Verona fu durissima, ma decisi io di andare all’Inter“, racconta Fanna della parentesi nerazzurra. “Ho reso la metà di quello che avrei potuto dare“.

Una posizione che non definisce né attaccante, né centrocampista il mestiere dell’ala, quella che per l’ex gialloblù era: “Il mio pane quotidiano. Godevo nel portare gli avversari al largo, nell’obbligarli a stare dalle mie parti. Così facendo si possono creare più problemi agli avversari“. Ritiene che il calcio sia cambiato rispetto a quello dei suoi tempi Pierino, “troppo business, troppi giocatori, troppi stranieri. Avere fondamenta italiane è fondamentale e di italiani bravi ce ne sono. Bisogna solo avere fiducia“.

Ma per il Verona tornerebbe nel calcio attuale?, questa è l’ultima domanda che gli viene rivolta: “Ci penserei ecco, ci penserei. Ma questi tifosi meritano una squadra in A sempre almeno a metà classifica e non già retrocessa a dicembre”.

 

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