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Matos e Petkovic, frutti acerbi o maturi abbastanza?

Secondo le ultime parole di Fusco, direttore sportivo del Verona, le trattative per portare nella città scaligera Ryder Matos e Bruno Petkovic dovrebbero chiudersi nelle prossime ore. Quasi a dire “il mercato non dorme mai, letteralmente”, il ds voleva quindi far intendere che ormai i due attaccanti sono da considerarsi due nuovi giocatori del Verona.

Appena arriveranno le ufficialità saranno note le tipologie di contratto fatte ai due calciatori, anche se per entrambi si parla di prestito secco. Ma saranno loro i due rinforzi necessari al Verona per rilanciarsi?

Matos, chi ha una buona memoria, se lo ricorderà sfrecciare con la maglia della Fiorentina nel lontano 2013, dove aveva avuto occasione di dimostrare le sue buone qualità segnando qualche gol tra Europa League e campionato. Sparisce dai radar per quasi 2 anni per raccogliere qualche minuto in più all’estero, riapparendo in Serie A con il neopromosso Carpi nel 2015: anche qui le potenzialità si vedono, 5 gol in 18 presenze tra campionato e Coppa Italia non sono poche per un ragazzo di appena 22 anni, tanto che l’Udinese, una società che di questi affari se ne intende, si aggiudica le prestazioni del giocatore già dal gennaio 2016. Purtroppo questo trasferimento rappresenterà un nuovo tuffo nelle tenebre per lui, nascosto dai riflettori della Serie A, Matos in bianconero non ha né la possibilità di esprimersi al meglio, né tanto meno quella di mettersi troppo in mostra: 35 presenze in 2 anni, per lo più spezzoni di gara, 0 reti.

Petkovic è un anno più giovane del brasiliano Matos, tante esperienze per il croato, che però ha sempre trovato la via per segnare, o quasi. Dal suo arrivo in Italia nel 2012 tramite Catania, ha giocato nel Varese, nella Reggiana, nel Virtus Entella e infine nel Trapani, prima di approdare al Bologna. Nelle esperienze in prestito, quindi escludendo Catania, Bologna e Trapani, il giovane croato ha sempre messo a segno almeno una rete, con le società proprietarie del suo cartellino in nella massima serie invece neppure mezza, ma è con la squadra Granata siciliana che il classe ’94 ha il suo miglior rendimento, 10 gol in due mezze stagioni. E’ l’età e il rendimento giusto per (ri)tentare il grande salto nella Serie A, la squadra di Donadoni lo preleva dalla Sicilia nel gennaio 2017 e da lì 21 presenze e appunto, nessun gol.

A Verona potrebbe essere l’occasione del lancio e rilancio per entrambi questi ragazzi, che però sembrano ancora troppo acerbi e impreparati per ricevere in mano le chiavi di un attacco intero (soprattutto assieme ad un classe 2000 come Kean), Fusco ci ha visto lungo con queste occasioni low cost pronte a maturare o si rileveranno due amari buchi nell’acqua?

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