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Sotomayor alla Gazzetta: “Verona, ritrova lo spirito dei miei anni”

Nell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport bella intervista a cura di Matteo Fontana all’ex gialloblù Victor Hugo Sotomayor, che con la maglia del Verona ha giocato dal 1989 al 1991.

L’intervista verte soprattutto sulla partita con il Milan giocata al Bentegodi il 22 aprile del 1990, divenuta poi famosa come “la seconda fatal Verona“.

«Beh, chi se lo scorda… Noi sul filo della retrocessione, il Milan a un passo dallo scudetto. Soltanto vincendo avremmo avuto ancora delle speranze. E loro, invece, erano i campioni del mondo. Una macchina da guerra con Sacchi al comando. Baresi, Maldini, Rijkaard, Van Basten, Gullit. Noi, gente che battagliava tra le difficoltà. Uomini veri guidati dal più grande di tutti: Osvaldo Bagnoli» ricorda Sotomayor, che in quella partita fu anche l’autore del gol del pareggio gialloblù: «Pierino Fanna, il capitano, batte un calcio d’angolo. Una traiettoria formidabile, di quelle che soltanto lui poteva imprimere al pallone. Salgo di testa. Colpisco ed è una fucilata. Gol. Il Bentegodi scoppia»

La partità terminò 2 a 1 per il Verona e il Milan finì con tre espulsi, consegnando di fatto lo scudetto al Napoli di Maradona. Sotomayor avrebbe poi battuto il Milan anche quattro anni più tardi, quando con la maglia del Velez Sarsfield battè i rossoneri in finale di Coppa Intercontinentale a Tokyo.

Nelle battute finali l’argentino si concentra sul Verona attuale: «Da qui (Argentina) cerco sempre di guardare le partite. La classifica è complicata, ma con lo spirito che avemmo noi nel 1990 può salvarsi. Ci mancò pochissimo per compiere quell’impresa. Sarebbe splendido se i ragazzi che ci sono ora la realizzassero, a cominciare dalla sfida al Milan»

Sotomayor ricorda poi il coro che i tifosi gialloblù gli avevano dedicato: “Sotomayor, Sotomayor, Sotomayor”, schiccando le dita sulla melodia della sigla del telefilm “la famiglia Addams”. «Mi vengono ancora i brividi, a ripensarci oggi. Quel giorno allo stadio c’erano 40.000 persone e molti tifosi erano rossoneri, ma il Bentegodi era la nostra terra e ai milanisti non gliel’avremmo mai lasciata senza lottare. Deve farlo anche questo Verona» conclude l’argentino.

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