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Rivoluzione Serie A, Verona in trincea con Lotito

Argomento complesso, quello di cui si parla approfonditamente oggi su Gazzetta dello Sport Corriere dello Sport, nato dal fallimento secolare degli azzurri per la qualificazione al Mondiale di Russia 2018. Saltato il Presidente FIGC Carlo Tavecchio, ora gli scenari cambiano in modo repentino.

L’obiettivo, invocato dal Presidente del CONI Giovanni Malagò, è quello di evitare il commissariamento della Federazione, o perlomeno avere una forte voce in capitolo sul mandato. Si è creato un gruppo forte, composto da Juventus, Inter, Napoli, Roma, Fiorentina, Torino, Sampdoria, Sassuolo, Bologna e Cagliari: questo lo schieramento delle riformiste, volenterose di eleggere quanto prima il Presidente e l’amministratore delegato di Lega.

Da una parte l’alleanza che punta a un rapido cambiamento, con il fascino provocato dal modello Premier League: il massimo campionato inglese non è altro che una società privata con contratto di collaborazione per la Federazione inglese FA, anche se la situazione è un po’ più complessa di così. Questo però permette un’autonoma organizzazione del torneo e soprattutto un’autonoma gestione dei diritti TV, argomento molto controverso, rispetto alle altre categorie calcistiche inferiori.

Dall’altra parte c’è l’opposizione di Lotito, inossidabile alleato di FIGC: assieme a lui il gruppo formato da Lazio, Genoa, ChievoVerona, Crotone ed Hellas Verona. In mezzo, nelle indecise o astenute, Atalanta, Benevento, SPAL e Udinese. All’attuale Presidente della Lazio è stato bocciato, durante la riunione delle “riformiste“, il nome di Ugo Marchetti, ex vice comandante della Guardia di Finanza, come nuovo Presidente di Lega.

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