Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la Serie B è tornata ad aprire il portafogli per gli stipendi dei giocatori, aumentati – guardando solo la parte fissa – di circa 26 milioni rispetto a un anno fa. Il segno “più” appare anche sotto la voce staff tecnici delle prime squadre, passati a costare (sempre parte fissa) quasi 33 milioni rispetto ai 27 della passata stagione. Il dato sugli allenatori è fortemente condizionato dalla Cremonese, dove fino a pochi giorni fa i tecnici sotto contratto erano tre e ora ne restano due. Va specificato che il report, distribuito dalla Lega B alle società, contiene cifre lorde e conteggia anche gli incentivi all’esodo per i tesserati andati altrove e gli emolumenti di allenatori esonerati ancora sotto contratto. La parte variabile comprende i bonus, parametrati secondo il comunicato Figc dello scorso maggio (che esclude dal calcolo i bonus promozione e quelli per i gol fatti).
Chi spende di più
La forbice è molto ampia, dagli oltre 33 milioni del Palermo ai poco più di 7,5 dell’Entella. Sia la prima sia l’ultima di questa speciale classifica, in ogni caso, spendono di più delle corrispettive di un anno fa. L’incremento della spesa complessiva risponde principalmente a tre fattori. Intanto le retrocesse dalla A sono tutte nella top 5 e spendono già circa 8,5 milioni in più rispetto a quelli sommati nel 2025-26 da Monza, Venezia ed Empoli (Verona al quinto posto con 22.903.984 milioni per emolumenti ai calciatori e 2.263.500 milioni per emolumenti ai tecnici della prima squadra).
Le neopromosse
In secondo luogo, hanno alzato l’asticella anche le ambiziose neopromosse che spendono insieme quasi 7 milioni in più rispetto alle loro colleghe della passata stagione. Poi c’è chiaramente chi ha accelerato, a partire proprio dal Palermo che si trova a spendere 3 milioni e mezzo in più rispetto allo scorso campionato. Sul dato delle retrocesse – la Cremonese, quella messa peggio in classifica, spende più di Pisa e Verona – incidono chiaramente gli ingaggi ereditati dalla A e le mancate cessioni di quei giocatori che sembravano con la valigia pronta fino all’ultimo giorno di mercato.
Le società che sono cresciute di più
Il più evidente balzo in avanti nel potenziale di spesa è quello del Padova, che col nuovo corso societario ha moltiplicato le ambizioni ma è in affanno con soli 7 punti: rispetto all’inizio della
passata stagione, giocatori e tecnici costano ben 6 milioni in più (da 6,9 a 12,9). Crescono Mantova (da 9,4 a 12,1) e Südtirol (da 7,3 a
9,9), mentre Modena e Cesena sono tra quelle che non hanno fatto registrare significative variazioni.


