Fin dalle amichevoli di Folgaria la difesa scaligera registrava qualche difficoltà, ma, essendo in cadetteria, il principale problema non riguarda i tecnicismi, riguarda l’atteggiamento.
La gara di Modena
Il Verona anche nella scorsa giornata contro il Modena, dal settantesimo, circa, ha tirato i remi in barca, affidandosi ad un atteggiamento passivo che ha portato al triste epilogo. Può capitare che in una gara così delicata, dopo aver rimontato e riacciuffato una prestazione che stava andando dalla parte sbagliata, arrivi prima del previsto la stanchezza. Non è normale la facilità con la quale sono stati presi i due gol che hanno consegnato la vittoria agli emiliani.
Cosa serve alla difesa gialloblù
Alla difesa scaligera manca serenità e fiducia. Manca una vera e propria identità che si trova solo riconoscendo un leader, una figura da guardare per trovare grinta, calma e conferme. In passato lo è stato il portiere, ma Leali è rimasto in panchina per scelta tecnica (le sue prestazioni non hanno mai pienamente convinto), è stato scelto Perilli che non è privo di colpe nella sconfitta contro il Modena.
Un leader lo è stato Dawidowicz, ma ora, con rispetto, sembra non voler creare interferenze con Edmundsson, capitano scelto da Baroni e predestinato leader. Edmundosson, espulso contro il Modena ha dimostrato, ancora, di non essere completamente adatto per un ruolo così delicato. Tanti errori tecnici, tanta confusione e poca fiducia sono la cornice per un quadro che rappresenta la seconda peggior difesa, di sempre, del Verona, in Serie B. Come ricordano i colleghi del Corriere, solo 75 anni l’Hellas fece peggio, prendendo 13 reti in 6 gare, ora sono solo 10.


