Intervenuta in esclusiva ai microfoni di CalcioHellas, Benedetta Santoro si è raccontata, presentandosi ai suoi nuovi tifosi e parlando anche del campionato in corso.
Tra gli argomenti trattati, anche l’etichetta di “predestinata” che ormai da tempo la accompagna, una definizione che non sembra peraltro farle avvertire grande pressione.
Benedetta Santoro si racconta
Cominciamo parlando un po’ di te: sei giovanissima, ma hai già tanto da raccontare. Ci parli un po’ del tuo percorso?
«Parto dai dieci anni trascorsi nel settore giovanile dell’Inter, club con cui ho svolto un percorso abbastanza “lineare” che mi ha visto crescere e arrivare fino in Primavera. Circa un anno e mezzo fa però ho riportato una grave lesione tendinea che mi ha tenuto fuori per più di dieci mesi e questo mi ha fatto perdere diverse occasioni come convocazioni in prima squadra e in Nazionale. Ora dunque sono qui per ritrovare la mia strada».
Gli addetti ai lavori hanno più volte utilizzato per te la parola “predestinata”. Avverti la pressione di queste aspettative?
«Io ho sempre vissuto il calcio non come un dovere o un lavoro, ma come una passione. Non avverto quindi pressione in tal senso, ma è chiaro che mi piacerebbe arrivare in alto per fare in modo che questa definizione possa un giorno rivelarsi corretta».
Esterno, centrocampista, attaccante: fai un po’ di tutto, ma dove ti senti più a tuo agio?
«Il mio ruolo naturale è quello dell’ala, l’esterno alto nel tridente che punta il fondo e mette il cross per la compagna. Sono però anche una giocatrice duttile e infatti in queste prime partite ho giocato anche da mezzala e da seconda punta».
La scelta di Verona e l’impatto con l’Hellas
In estate hai scelto il Verona: come mai?
«Terminata la scorsa stagione sapevo che ci sarebbe stata l’opportunità di andare in prestito e di fare un’esperienza lontana da casa. A giugno poi mi ha contattata la d.s. Formisano che mi ha spiegato il progetto e mi ha convinta. Anche la grande fiducia dimostratami da mister De Martino, che avevo già incontrato da avversaria a livello giovanile, ha avuto grande peso sulla mia scelta. Ora sono qui e voglio contribuire a riportare in alto il Verona, una squadra che a livello femminile ha un’enorme importanza storica».
Rimanendo in tema di scelte, perché hai optato per il numero 58?
«L’ho scelto perché piaceva a mio padre, inoltre proprio lui ha notato come il “5” ricordi la “S” di “Santoro” e l'”8″ la “B” di “Benedetta”, quindi si può dire che sia proprio il mio numero».
Com’è stato il primo impatto con club, squadra e città?
«Con la squadra mi sono trovata bene sin da subito. È un ambiente che mi fa star bene e quando vado ad allenarmi lo faccio sempre con il sorriso e con tanta voglia di migliorare. Anche con il mister mi trovo molto bene. Verona poi è una bella città, molto più tranquilla rispetto a Milano che è invece molto caotica. Al momento non ho ancora avuto modo di viverla appieno, però mi piace».
La stagione in corso
Parliamo dell’avvio di stagione: sin qui, un po’ come la prima squadra maschile, siete state un po’ altalenanti…
«La vittoria nell’amichevole contro il Parma ha dimostrato che siamo una squadra di livello, con buone giocatrici e una grande compattezza a livello di squadra. L’andamento di una stagione non è però sempre lineare e quindi possono capitare momenti in cui si fa fatica. Penso per esempio alla partita di Coppa Italia contro il Moncalieri, una gara che ci ha viste protagoniste per novanta minuti ma poi terminata 0-2 per le nostre avversarie. Io comunque sono convinta che questo momento di difficoltà sia solo passeggero e che si sistemerà con il tempo. Abbiamo tante nuove giocatrici e quindi ci serve un po’ di tempo per assestarci».
Come valuti invece il tuo avvio?
«Sotto il punto di vista dei gol sono contenta: ho segnato una doppietta (contro il Cesena, ndr) e mi sono sbloccata subito. Non mi ritengo però soddisfatta al 100% perché credo di poter dare molto di più e di poter essere molto più efficace. Credo in particolare di poter migliorare sotto il punto di vista della gestione delle partite: anche a causa di un po’ di emozione dovuta alle prime presenze con “le grandi”, in alcune situazioni sono stata un po’ frenetica. Nel complesso, comunque, reputo che il mio sia stato un buon inizio».
Alla prossima arriva il Moncalieri, squadra con cui come detto avete un conto in sospeso dopo la Coppa Italia. Siete pronte?
«Vedendo l’ultima settimana di lavoro, credo che la squadra sia pronta al 200%. Stiamo cercando di trasformare la rabbia per i punti persi in qualcosa di positivo, inoltre conosciamo già le nostre avversarie. Abbiamo voglia di rifarci della sconfitta in Coppa Italia e credo che potremo disputare un’ottima partita e portare a casa i tre punti».
Dopo due stagioni difficili, i tifosi si aspettano un riscatto. Dove potete arrivare secondo te?
«Credo che possiamo porci grandi obiettivi, ma è difficile dire con precisione dove possiamo arrivare. Quello di quest’anno è un campionato di alto livello, con tante squadre che si sono rinforzate. Ciò che conta è poter arrivare in fondo alla stagione con la consapevolezza di aver fatto tutto quello che potevamo fare».
Chiudiamo con i tuoi obiettivi personali: cosa vuole ottenere Benedetta Santoro al termine di questa stagione?
«Sicuramente spero di contribuire con altri gol, anche perché alla fine segnare è importantissimo per un’attaccante come me, ma soprattutto spero di ritrovare la mia forma migliore dopo l’infortunio».


