Una panoramica sul mondo Verona: questo abbiamo voluto fare con Sergio “Chicco” Guidotti, presidente dell’ASD Ex Calciatori Hellas Verona, ma soprattutto grande conoscitore dell’ambiente gialloblù.
Raggiunto dai nostri microfoni, dopo una doverosa parentesi dedicata agli scomparsi Osvaldo Bagnoli, Franco Baresi e Mario Pasquina, ha infatti risposto alle nostre domande riguardanti non solo la squadra di Marco Baroni, ma anche il settore giovanile e l’Hellas Verona Women (squadra di cui è stato presidente dal 2018 al 2021).
Di seguito, dunque, la nostra intervista esclusiva a Guidotti.
Guidotti sulla scomparsa di Bagnoli, Baresi e Pasquina
Partiamo da queste ultime settimane che ci hanno privati di due simboli del calcio italiano: Bagnoli e Baresi…
«Purtroppo è la legge della vita. Per Baresi dispiace soprattutto perché avrebbe ancora avuto davanti a sé tanti anni, ma purtroppo la sua era una malattia che non perdona. Per quanto riguarda mister Bagnoli, c’è poco da aggiungere a quanto ha lasciato al calcio italiano e a Verona in particolare. Credo che la città lo abbia ricordato nel migliore dei modi. Mi permetto di aggiungere che noi come Ex Calciatori Hellas Verona siamo stati e siamo tutt’ora i primi a portare avanti la proposta di intitolargli lo stadio. Bentegodi è stato un benefattore della città, ma credo che Bagnoli se lo sia meritato».
Di recente è inoltre scomparso anche Mario Pasquina, elemento di spicco del calcio veronese e tuo allenatore ai tempi dall’Audace. Che ricordo hai di lui?
«Parto con il dire che è stato un ottimo calciatore professionista negli anni Sessanta. Io però l’ho conosciuto come un grande allenatore e una persona straordinaria. Chi lo ha incontrato lo ricorda con piacere e affetto. Oltre alle qualità tecniche, nella sua professione metteva anche un lato umano che non deve mai mancare, soprattutto in campo dilettantistico. Con sorrisi, battute e qualche sgridata, che ogni tanto serve, riusciva a ottenere il meglio dai suoi giocatori».
Il Verona attuale
Passiamo ad argomenti più leggeri e parliamo dell’Hellas di oggi. Come giudichi la conferma di Sogliano e la scelta di Baroni?
«Sono ovviamente felice che Sogliano sia rimasto perché è una persona capace, che conosce l’ambiente e i giocatori e che lavora sempre per il bene del club. Di Baroni ho un buon ricordo da calciatore, inoltre da allenatore del Verona aveva compiuto un mezzo miracolo. Il fatto che abbia accettato di tornare in Serie B è positivo, inoltre è una persona seria ed equilibrata. Spero che il club gli abbia dato le giuste garanzie e che possa già da subito ambire alla promozione».
Come giudichi il lavoro di Presidio sin qui?
«Quello che manca a questa società secondo me è soprattutto il contatto con il tifoso. Sarebbe bello se ogni tanto qualcuno di Presidio ci dicesse qualcosa, ma ormai tutte queste proprietà straniere gestiscono i club come aziende e a Verona non si fa eccezione. In Italia eravamo abituati a presidenti che si fermavano fuori dal campo di allenamento, ma questo è il calcio di adesso. Parliamo di un mondo in cui i tifosi non possono vedere la propria squadra allenarsi e in cui i giocatori sono un po’ dei “fantasmi” che, oltre a vivere poco l’aspetto sociale della città, a volte non parlano nemmeno l’italiano nonostante si trovino in Italia da qualche anno».
L’estate dell’Hellas
Come hai visto il Verona in queste prime uscite?
«Confesso che mi sono un pochino “disincantato”. Quando ero più giovane seguivo il calciomercato estivo con grande interesse e andavo in trasferta per vedere tutte le amichevoli precampionato, mentre ora attendo con impazienza la prima di campionato. Un po’ l’età e un po’ la nascita della mia nipotina hanno fatto sopire il “fuoco” che avevo dentro. Proprio per questo confesso che ho guardato solo i risultati sui giornali. Alla fine il “calcio d’agosto”, ormai “calcio di luglio”, lascia sempre più il tempo che trova: da qui alla fine del mercato le squadre potrebbero infatti essere rivoltate come un calzino, inoltre le partite vengono giustamente disputate con formazioni di categorie anche molto inferiori. Dare un giudizio sulla base di quanto visto sin qui non ha dunque grande utilità. L’unica vera novità che mi è saltata all’occhio quella del modulo, con il ritorno alla difesa a quattro dopo anni in cui si era optato per quella a tre».
Dopo Bella-Kotchap e Bowie, probabilmente alla fine ci saranno “solo” altre due grandi cessioni, vale a dire Belghali e Montipò. Poteva andare peggio…
«Sì, sicuramente poteva andare peggio. Il fatto che Belghali, pur essendo ancora tecnicamente un giocatore dell’Hellas, non si stia allenando con il gruppo è però una cosa che ai miei tempi non sarebbe mai accaduta. Stranezze del calcio moderno, così come quella brutta anomalia europea di far cominciare i campionati con il mercato aperto ancora per due settimane. Per quanto poi riguarda Montipò, qualcuno dimentica che nei primi due anni in cui è stato a Verona ci ha spesso salvato. Vero che nell’ultima stagione e mezza ha avuto qualche responsabilità sui risultati negativi, ma il tutto è da dividere con i compagni di squadra. Detto questo, è comunque stato rimpiazzato da un buon portiere come Leali. Se queste quattro fossero le uniche cessioni di rilievo, alla fine non andrebbe comunque così male. Mi dispiacerebbe invece sacrificare altri giocatori “di peso”, Suslov in primis».
La prossima stagione dei gialloblù
Baroni non ha ancora sciolto le riserve sul capitano: chi proporrebbe Chicco Guidotti e perché?
«Una volta, quando il calcio era ancora il calcio, il capitano era la persona di maggior peso nello spogliatoio. Questo non implica per forza che fosse il più anziano: Tricella, per fare un esempio, si era guadagnato la fascia grazie alla sua autorevolezza. Se stesse bene e se rientrerà in tempo utile, confermerei Serdar. Un altro papabile è Suslov: è un ragazzo giovane e con già qualche anno di Hellas alle spalle. Mi sembra un po’ fumantino per fare il capitano, ma affidargli quel ruolo potrebbe anche essere un buon modo per responsabilizzarlo e per farlo sentire al centro del progetto»
Che campionato ti aspetti? Credi che l’Hellas lotterà sin da subito per la Serie A?
«Credo che, per il passato e per il blasone che ha, il Verona sia obbligato lottare sin da subito per la Serie A. Essendo appena retrocessa ha peraltro disponibilità, anche economiche, che altre formazioni non hanno. Certo, il campionato di Serie B è molto difficile e ogni partita sarà una battaglia, ma spero che l’Hellas giochi per le prime posizioni. Una grande rivale sarà senz’altro il Palermo, una squadra che alle spalle ha una società molto solida, che arriva da un buon campionato e che sul mercato investe parecchio, ma un Verona non protagonista nella prossima Serie B sarebbe molto molto triste. Intanto, comunque, speriamo di passare il primo turno di Coppa Italia e di partire con il piede giusto in campionato».
Il settore giovanile e l’Hellas Verona Women
In questa estate molto è cambiato anche per quanto riguarda le giovanili…
«Margiotta è andato via dopo aver raggiunto dei risultati che parlano per lui: negli anni in cui è stato al Verona ha lavorato molto bene, raggiungendo obiettivi importanti con la Primavera e facendo uscire dal settore giovanile molti giocatori che poi sono diventati professionisti. Alcuni addirittura sono stati ceduti senza aver mai debuttato in prima squadra… Il fatto che sia approdato alla Roma testimonia che il suo lavoro è stato apprezzato. Ora è arrivato Ferrarese e penso che questa sia una bella cosa. Il fatto che sia veronese non è per forza sinonimo di qualità, ma sicuramente conoscere già l’ambiente gli permetterà di comprendere meglio i problemi che gli si presenteranno davanti. Ovviamente bisognerà vedere quanto budget avrà a disposizione, ma il settore giovanile è un patrimonio che la società non si può permettere di disperdere, anche solo per l’importanza che negli ultimi anni ha avuto sotto l’aspetto delle plusvalenze. Sono molto contento anche della scelta di Pavanel, del quale sono stato anche secondo durante la sua prima esperienza alla Primavera dell’Hellas. È un tecnico di esperienza, appassionato e che ha lavorato bene sia tra i “grandi” che con i giovani. E poi è uno che ama Verona… Sia lui che Ferrarese sono due scelte che ho molto apprezzato».
Da ex presidente dell’Hellas Verona Women, come giudichi le ultime stagioni delle gialloblù?
«Sono un po’ triste perché vedere il Verona in Serie B, peraltro nelle zone basse della classifica, è un dispiacere. Vero che le gerarchie del calcio femminile sono molto cambiate, ma mi sembra che il progetto legato alle Women non stia dando i risultati sperati. Speriamo quest’anno vada meglio perché ho lasciato lì un pezzo di cuore».



Dai sogliano acclleriamo sull mercato abbiamo bisogno di un altra punta all posto di sarr e di mosquera abbiamo bisogno di un secondo portiere e non perilli e ci sono altri centrocampisti all posto di segre