Tra gli eroi dell’ultima promozione del Verona c’è anche lui: Karim Laribi. Il trequartista italo-tunisino fu infatti l’autore del gol della sicurezza che chiuse il discorso contro il Cittadella, battuto per 3-0 dopo il 2-0 maturato al Tombolato solo pochi giorni prima.
Raggiunto da L’Arena, il classe ’91 ha a quindi parlato di quella stagione, spendendo poi due parole anche sulla propria carriera e sull’Hellas di oggi.
Le dichiarazioni rilasciate da Laribi
L’ULTIMA PROMOZIONE. «La stagione della promozione in Serie A non fu facile. La squadra era forte per la categoria, ma faticammo a diventare gruppo perché alcuni meccanismi non scattarono. Grosso era bravissimo, basta guardare dov’è arrivato, ma Aglietti ci mise di fronte alle nostre responsabilità e ci diede la giusta tranquillità. Il direttore sportivo era invece un giovane Tony D’Amico. La finale contro il Cittadella? Eravamo convinti di passare nonostante la sconfitta dell’andata. Bello davvero, senza dubbio il momento più alto della mia carriera».
LA CARRIERA. «Dopo la promozione con il Verona mi sarei aspettato un po’ di Serie A. Dopo il COVID ho avuto un momento di calo e non sono riuscito a entrare nei giri giusti. A trent’anni poi mi consideravano già vecchio e ho fatto fatica a trovare una squadra anche in Serie C… Cosa farò “da grande”? Credo l’allenatore».
L’HELLAS DI OGGI. «Per me l’ultima stagione è semplicemente girata male. Ora però serve rimboccarsi le maniche e calarsi subito nella nuova realtà. La proprietà? In Italia non ci sono più veri presidenti e i soldi per fare calcio, quindi arrivano i gruppi stranieri».
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Ha dato un buon contributo alla promozione, per me avrebbe potuto avere una carriera migliore.