L’imprenditore veronese, della cordata con Bernardocchi e Trevisan che voleva acquisire la società gialloblù, ha parlato della situazione del club di Setti
Gustavo Bussinello, imprenditore veronese e analista finanziario, che in passato fu vicino ad acquisire la società, ha parlato a TeleArena. Queste le sue parole riportate da L’Arena:
“Pastorello, però, aveva capito che poteva realizzare di più cedendo la totalità delle quote al Conte Arvedi e rifiutò la nostra offerta. Per lavoro faccio analisi di benchmark, ed ho comparato le gestioni degli ultimi anni per provare a dare un valore al Verona. È molto difficile perché, a parte due o tre società nel calcio che guadagnano ed hanno una gestione efficiente, le altre non hanno ricavi sufficienti. Se, come disse Setti, per stare in Serie A ci vuole un budget di ottanta milioni, risulta difficile pensare che le cifre attuali siano adeguate allo scopo. Il valore economico, così com’è, è zero. Servono asset tangibili, come uno stadio di proprietà o un centro sportivo, per dare valore. Quello affettivo, invece, dipende da chi vuol comprare. Se fossero interessati dei veronesi, sarebbe diverso, perché ci sarebbe di mezzo la passione. Per coinvolgerli ed invogliarli a partecipare attivamente, servono le condizioni giuste. In questo, molto può fare l’amministrazione comunale garantendo, ad esempio, degli elementi di ritorno. Credetemi, il mecenate non esiste più. Se farei un’altra offerta per comprare il Verona come tanti anni fa? Da solo mai. Le condizioni erano diverse, erano altri tempi. Oggi è quasi impossibile”.
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