Elogio semiserio ad Andrias Edmundsson

Nella desolazione di Verona-Pisa, il centrale faroese è stato una delle pochissime note liete della serata di venerdì

andrias edmundsson hellas verona

Al termine di una partita che ha tanto avuto il sapore di anticipo della Serie B 2026/2027, la nota positiva del Verona visto venerdì è stata sicuramente quella rappresentata dal nuovo acquisto Edmundsson.

Il centralone faroese contro il Pisa ha infatti spiccato per presenza ed efficacia, guadagnandosi gli applausi convinti di un altrimenti rassegnato Bentegodi. A lui, dunque, è dedicato questo articolo tra il serio e il faceto.

Verona-Pisa, una partita “sacrificabile”

Prima di parlare di Edmundsson, dobbiamo però rendere chiaro il contesto in cui l’ennesima esotica scommessa di Sogliano ha fatto la propria comparsa.

Se vi foste trovati nella posizione di dover scegliere quale partita di Serie A opporre alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi, pochi di voi avrebbero avuto dubbi: a venire “sacrificata” sarebbe stata VeronaPisa. E, pensa un po’, avreste avuto ragione.

La sfida del Bentegodi è infatti stata, molto semplicemente e senza tante perifrasi, brutta. E questo non solo per le pochissime emozioni e i diversi grossolani errori visti durante tutta la gara, ma soprattutto per l’atteggiamento dimostrato da entrambe le squadre. Da due formazioni consce che il “pareggino” non sarebbe servito a nessuno, ci si sarebbe aspettata la volontà di vincere. A spiccare, invece, sono state le perdite di tempo sistematiche.

Se da un lato la meticolosità con cui il Verona ha effettuato le rimesse laterali (lucidando ogni volta il pallone a specchio per trenta secondi prima di consegnarlo immancabilmente ai difensori avversari) era però quantomeno “in buona fede”, la masterclass offerta da Scuffet è entrata di diritto nelle strategie meno sensate del 2026: probabilmente pensando di dover gestire una dozzina di punti di vantaggio sul terzultimo posto, il portiere del Pisa sin dall’inizio ha infatti battuto le rimesse dal fondo con calma serafica.

Lo scialbo 0-0 finale è quindi la logica conseguenza di un partita in cui è emersa solamente rassegnazione per una retrocessione che, stando così le cose, sembra ormai pressoché inevitabile per entrambe.

Edmundsson, un difensore vecchio stampo

È dunque in questo contesto che si è messo in mostra Andrias Edmundsson. Immediatamente individuabile grazie alla chioma biondo platino (aspetto che condivide con la connazionale Hoydal dell’Hellas Verona Women), questo giandone di 193 centimetri si è piazzato sul centrosinistra e ha subito fatto capire di provenire da una terra in cui il “braccetto” è ancora solamente un modo di camminare per teneri fidanzatini e il “regista basso” è un aspirante Spielberg di statura ridotta.

Lui nella vita fa il difensore. E quindi, in primis, difende. Probabilmente poco avvezzo ai moderni usi e costumi pallonari italiani, secondo i quali il difensore deve impostare dal basso anche se in fondo agli arti inferiori si ritrova due ferri da stiro, Edmundsson ha immediatamente messo in mostra il classico repertorio del centrale “vecchio stile”: prepotenza fisica, delicatezza di un vichingo appena sbarcato in Northumbria, totale controllo aereo della propria zona di competenza e il caro e vecchio “su la squadra!“. Quando la palla gravitava un po’ troppo vicino all’area di Montipò, infatti, lui la sparava settanta metri in avanti. Alta, longa e che la se suga (o “che la se veda“, in base alla versione preferita di questo modo di dire tipico del calcio di periferia).

Insomma, non bello per gli esteti del giuoco del calcio, ma efficace nel tenere distante la minaccia. Vero è che, in tutta onestà, gli attaccanti del Pisa si sono dimostrati capacissimi di annullarsi anche da soli, ma questa è una storia che sono altri a dover raccontare

Il giusto atteggiamento

A far buona impressione non sono però state solo le caratteristiche da marcatore del classe 2000, ma anche il temperamento e il coraggio dimostrati.

Durante i novanta minuti il buon Andrias ha per esempio dimostrato una certa intraprendenza: con quella voglia tutta norrena di fare incursioni in territorio altrui, il nostro moderno Ragnarr Lodbrok si è infatti sporadicamente spinto con bellicose intenzioni nella trequarti e nell’area del Pisa, portando a casa qualche buon calcio d’angolo.

Da non sottovalutare anche la personalità con cui, con alterne fortune, ha provato il lancio lungo. Magari a volte la palla è finita nei più scuri anfratti del Bentegodi, tuttavia in altre è stata recapitata con sorprendente precisione sui piedi di compagni posizionati a quaranta metri di distanza.

Certo, a fare da contraltare c’è anche il tocco che nel finale a momenti ha mandato Meister in gol. Noi, tuttavia, lo interpreteremo come un errore volontario per permettete a Montipò di recuperare un po’ di fiducia in sé stesso. Tutto calcolato per far fare bella figura al portiere, insomma.

Edmundsson tra presente e futuro

Tornando seri per un attimo, è chiaro che incensare il ragazzo dopo una sola partita sia prematuro. I segnali sotto il punto di vista del temperamento sono stati tuttavia positivi e molto apprezzati dal popolo dell’Hellas.

Al Verona in fondo serve questo tipo di giocatori, gente che bada al sodo e senza troppi fronzoli. I limiti tecnici ci possono essere, ma a non mancare mai deve essere la voglia di fare la guerra su ogni pallone. E questo, fortunatamente, a Edmundsson sembra essere già molto chiaro.

La speranza è che ora il classe 2000 possa risvegliare l’ardore della battaglia in una squadra che sembra averla totalmente persa. Al contempo, non sarebbe male se si trasformasse nell’ennesima scommessa vinta da parte di Sogliano, anche in vista della prossima stagione: a prescindere dalla categoria, è chiaro che per il campionato 2026/2027 dovrà essere messa in atto una rivoluzione, con il faroese che potrebbe rivelarsi un buon elemento da cui ripartire.

Questo, ovviamente, se gli verrà quantomeno lasciato il tempo di ormeggiare il drakkar in riva all’Adige…

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Franz 78
Franz 78
1 mese fa

Sarà il capitano dell Hellas. Grande Andrias

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1 mese fa

Lui e veramente un buon giocatore da serie B
Tra quelli scesi in campo ieri ce ne sono vari che in questo momento anche la B gli starebbe larga

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1 mese fa

Tecnicamente è un buon giocatore da serie b e se non lo vendono si potrebbe ripartire da lui

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1 mese fa

Il Sassuolo ripartì dalla B con i vari Thorsvedt, Pinamonti, Berardi, etc…

Il Verona da chi ripartirà?
Isaac? Bowie?
Solite scommesse….la B non la vedo come una passeggiata, anzi….

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1 mese fa

In B ci sara’ utile …../=\

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