Briegel: “Prima del calcio raccoglievo patate. Verona mi è rimasta dentro”

Tanti gli aneddoti racconti dal Panzer sul suo periodo in gialloblù e non solo

Intervistato dai colleghi de Il Tirreno, Hans-Peter Briegel ha parlato di alcuni aneddoti legati alla propria carriera e ovviamente al Verona.

Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni del campione d’Italia 84/85.

BRIEGEL CONTADINO. «I miei genitori avevano una fattoria a Rodenbach, un paesino di poco più di tremila abitanti della Renania-Palatinato. Con mio fratello ho continuato a raccogliere patate o dare da mangiare ai maiali in azienda anche nei primi tempi di Bundesliga. Prima di affermarmi nel calcio lavoravo, studiavo come perito meccanico e dedicavo quattro ore al giorno allo sport: due all’atletica leggera e altrettante al pallone».

IL MISTER. «Bagnoli è stato il miglior allenatore avuto. Faceva tutto da solo: correva e restava in campo con noi anche sei ore al giorno. Abbiamo vinto il campionato con una quindicina di giocatori in rosa e lui aveva solo Tony Lonardi come preparatore dei portieri. Grazie ai suoi allenamenti ho imparato a giocare anche con il destro. Non parlava una parola di tedesco, ma sapeva farsi capire molto bene. Alla vigilia della prima partita contro il Napoli venne in camera mia e mi disse: “Tu, domani, Maradona”. Tre parole. Io risposi con un “sì”, poi lui uscì senza salutare. La domenica marcai Diego, segnai e vincemmo 3-1. Fu la mia più bella stagione in carriera, con ventisette presenze e nove reti in campionato. Se ai Mondiali del 1982 sulla panchina della Germania avessimo avuto Bagnoli, non so come sarebbe andata a finire…».

VERONA. «L’Hellas e i tifosi gialloblù mi sono rimasti nel cuore. Devo ringraziare il mio procuratore di allora che conosceva Chiampan. Fu proprio il mio agente, che peraltro curava anche gli interessi di Elkjaer, a spingere per il mio approdo in Serie A, allora davvero il campionato più importante d’Europa. Ricordo che, la prima volta che arrivai in ritiro, vidi un tipo piuttosto corpulento seduto in spogliatoio. Pensai fosse un massaggiatore, ma ben presto mi accorsi che era Garella. Aveva una pancia pronunciata e pensai che quell’anno sarebbe stata dura per noi difensori, ma con il tempi di dovetti ricredere: non solo riuscì a perdere sette-otto chili chili in un mese, ma fu uno dei più forti estremi difensori con cui abbia giocato. In generale comunque trovai ragazzi eccezionali come Galderisi, Di Gennaro, Fanna, Marangon, Tricella e Volpati».

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Fangio
Fangio
4 mesi fa

Oltre ad essere un grande campione, e’ il n.1 a livello di simpatia, sincerita’ e attaccamento ai colori gialloblu.

Franz 78
Franz 78
4 mesi fa

Per sempre uno di noi.Mitico eroe gialloblù

Pietro
Pietro
4 mesi fa

Grazie per sempre, Hans Peter.
Unico e ineguagliabile.

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