ESC. CH – Zeytulaev: “Saluto Verona dall’Uzbekistan. L’Hellas merita sempre il massimo”

L'Eroe di Busto si è raccontato in esclusiva ai nostri microfoni, parlando anche della propria esperienza nel "suo" Uzbekistan

ilyas zeytulaev

L’Hellas di ieri e un presente in un Paese che ha fame di calcio. Ilyas Zeytulaev per i tifosi del Verona sarà per sempre legato alla rete decisiva nell’1-1 del play out della Lega Pro 2007/2008 contro la Pro Patria. Il guizzo di Zeytu evitò ai gialloblu una triste retrocessione.

L’allenatore uzbeko, raggiunto per noi dal collega Gabriele De Pandis di CalcioLecce, sintetizza così le sue memorie di quel campionato, durante il quale le sue presenze furono quattordici con tre gol totali: «I ricordi che ho di Verona sono bellissimi, non solo per quel gol nello spareggio contro la Pro Patria che ha permesso alla squadra di evitare la retrocessione in C2. Ho lasciato lì tanti amici. Verona mi piacque un sacco per le sue bellezze architettoniche, mi trovavo molto bene. Quella salvezza fu raggiunta con tanta sofferenza. Partimmo per tornare in Serie B e ci ritrovammo a lottare per la salvezza fino alla fine».

Da Tashkent, l’Eroe di Busto continua rimembrando un campionato in cui il panchina s’intervallarono Colomba, Pellegrini, Sarri e ancora Pellegrini: «Quel gol mi fece gioire tantissimo. L’esperienza all’Hellas mi segnò molto. So che c’è affetto nei miei confronti, ancora oggi nelle interviste mi ricordano la rete. Il pubblico di Verona era impressionante anche allora: a Busto Arsizio ci fu un esodo l’esodo di Busto Arsizio di settemila tifosi, più tanti spettatori, con tanti bambini e anziani, davanti allo schermo di Piazza Bra. Nonostante l’annata negativa, facevamo quindicimila spettatori in Serie C. La squadra era malata psicologicamente, soffrivamo e in campo avevamo paura. Non uscivamo dalle sabbie mobili. La contestazione che subimmo fu giusta, ma mettere d’accordo venticinque teste non era facile. Con Pellegrini, comunque, alla fine riuscimmo a raddrizzare la stagione».

Il presente di Ilyas Zeytulaev è il massimo campionato del suo Uzbekistan, Paese in cui di fatto è stato un pioniere del calcio a poco più di quindici anni. Nel 2001 si aggregò alla Primavera della Juventus allenata da Gian Piero Gasperini, per poi vestire in carriera le maglie di Reggina, Crotone, Genoa, Vicenza, Verona, Torino, Lanciano e Nova Gorica. Nell’aprile del 2024 è quindi stato scelto come tecnico del Bunyodkor, storico club del suo Paese natale, ma a rischio retrocessione. L’ex attaccante racconta così il suo ritorno in Uzbekistan a Tashkent, città di tre milioni di abitanti e cuore economico del Paese che secoli prima era uno snodo della Via della Seta: «La chiamata del Bunyodkor è arrivata all’improvviso. La squadra è tra le più gloriose del Paese e professionisti planetari come Rivaldo, Edmilson e Zico e Scolari, in panchina, sono passati da qui. Non potevo rinunciare, ma mi chiedevo se sarei riuscito a reggere un tale peso. La fede mi ha aiutato tanto: sentivo una pace nel mio cuore da parte di Dio, lui mi aiuta a farcela e grazie a lui il percorso sta andando bene. Nel mio staff ci sono Alessandro Spinoglio e Carlo Bertone, con i quali stiamo creando un lavoro interessante. Ora mancano nove giornate alla fine e siamo quarti in classifica con una squadra giovane. Il nostro obiettivo è migliorarci».

Visitando il centro sportivo del Bunyodkor si respira calcio: attrezzature, foresteria e uno stadio, il Milly Stadion, moderno e avveniristico, che ospita anche i match della Nazionale. Nel paese centroasiatico arrivare dalla scuola italiana porta delle aspettative, ma gli onori sono anche oneri: «In questo percorso – confessa infatti il tecnico – abbiamo cominciato in sofferenza. C’è tanta curiosità per gli italiani, una categoria in cui includo anche me stesso. In Italia mi considerano uzbeko, in Uzbekistan sono visto come italiano: sono un cittadino del mondo! Oltre alla curiosità c’è però anche invidia da parte delle persone locali. Le competenze che acquisisci in Italia sono molto profonde sia a livello tecnico-tattico sia di preparazione atletica e, con il lavoro stiamo, esportando un metodo e anche i dirigenti vedono risultati. Il mio preparatore atletico si è adattato bene e con pazienza mettiamo dentro le nozioni. Quando porti qualcosa di nuovo e di sconosciuto generi attriti, ma abbiamo condiviso il nostro lavoro in una conferenza tra allenatori e preparatori. Stiamo entrando nel tessuto sociale uzbeko e ora ci apprezzano di più».

In Uzbekistan, l’interesse per il calcio è in forte crescita grazie alla qualificazione della nazionale alla Coppa del Mondo. L’opera è una pietra miliare di un progetto voluto dallo Stato sin dal 2018. Il presidente Mirziyoyev ha aperto accademie calcistiche in quattordici regioni e la Nazionale, prima guidata dall’ex Sampdoria Katanec (poi dimissionario a gennaio per motivi di salute), ha festeggiato l’accesso al mondiale nordamericano il 12 giugno battendo 3-0 il Qatar. Zeytulaev commenta: “Non è un caso. L’allargamento delle squadre qualificate (con otto posti garantiti all’Asia, ndr) ha agevolato molto: sgomitare con Iran, Giappone, Corea del Sud, Arabia Saudita e Australia non era facile. Ci sono però anche altri fattori. Per esempio, molti uzbeki ora militano in Europa: oltre Khusanov e Shomurodov, ci sono ragazzi che giocano in Turchia e Russia. Anni fa una cosa simile era impensabile. Katanec era un allenatore top per queste dinamiche, ma tutta struttura sta lavorando molto. Per dieci o quindici anni il futuro è  assicurato».

Il discorso poi si sposta su un tema caldo anche in Italia: «Ci sono tanti talenti che giocano per strada. Giocare per strada è una frase fatta? Solo se non approfondisci. Per giocare in strada intendo lasciare la libertà ai giovani di prendere le decisioni, proteggere i più deboli, giocare a volte cinque contro quattro, senza tattica e con situazioni particolari. Quest’aspetto è fondamentale per far nascere il talento. Ho giocato con Zidane e Del Piero. Il primo sta facendo dei progetti per incentivare i ragazzini a giocare in strada. Quando lo vedevo in campo, il suo stop e la sua visione di gioco erano quelli di un artista. Questi concetti, i passaggi senza guardare, s’imparano giocando per strada e nelle parrocchie. Servono meno schemi. Fino a una certa età abolirei risultati, iper-tatticismo e ingerenza dei genitori. Il calcio è malato da questo punto di vista».

Infine il messaggio d’affetto per il mondo Hellas: «Saluto il popolo di Verona dall’Uzbekistan. Seguo sempre l’Hellas e sono felice che l’epoca di oggi sia ben diversa da quell’anno. La storia del Verona merita sempre il massimo».

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Angelo
Angelo
3 mesi fa

Bello rivederti..hai lasciato il profumo in italia..innanzitutto come persona bella dentro..il resto lo sanno tutti..bravo..un abbraccio da..Angelo..italy

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5 mesi fa

Grande💙💛

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5 mesi fa

Quel giorno a Busto sia stato una delle emozioni più belle che mi a dato Hellas grandissimo Zetu 💛💙

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5 mesi fa

Ci hai salvato da un incubo. GrazieZeytulaiev💛🩵

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5 mesi fa

Gol pesantissimo

Michele
Michele
6 mesi fa

Senza il tuo gol,il Verona scomparso dal calcio

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6 mesi fa

Mitico sei stato un grande,ci hai salvato dalla C2 grazie 💛💙

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6 mesi fa

Grande 👍

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6 mesi fa

Mi sono fratturato un dito esultando… Ma sono contento lo stesso…

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6 mesi fa

… una cosa è sicura : ci ha salvato dal BARATRO…?

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