Zigoni: “Nel calcio di oggi non mi farebbero giocare”

L'ex attaccante del Verona ha ripercorso alcuni episodi della propria carriera ai microfoni de La Gazzetta dello Sport

Raggiunto da La Gazzetta dello Sport, Gianfranco Zigoni ha parlato tra passato e presente, come al solito senza peli sulla lingua.

Queste, dunque, le principali dichiarazioni dell’ex attaccante del Verona.

Ā«Il calcio moderno non mi diverte e non lo guardo. I giocatori sono tutti soldatini, non c’ĆØ più fantasia, non c’ĆØ più estro. Adesso non si dribbla più, tutti tocchi laterali, sembra che non ci sia più la voglia di stupire, ma solo la paura di sbagliare. Ora fanno passare come grande trovata anche un calcio d’inizio con palla spedita in fallo laterale per iniziare subito il pressing… In un calcio cosƬ io non avrei mai giocato.

Io genio e sregolatezza? Facevo divertire anche perchĆ© ero una testa calda: mi piacevano le donne, le belle macchine, fumavo e bevevo… Quando andavo in ritiro sparavo ai lampioni con la mia Colt 45, mentre una volta rifiutai centomila lire da un dirigente della Juventus che me li aveva offerti per tagliarmi i capelli, rispondendogli che gliene avrei dati duecentomila per andare a farsi tagliare la cosa più cara che aveva.Ā 

Ricordo anche che dopo un gol pazzesco contro il Vicenza decisi che la mia gara poteva finire lƬ e me ne andai direttamente sotto la doccia, mentre esultavo per il gol.

Forse ho sprecato il mio talento per la mia testa calda, ma odiavo il potere, gli ordini e le regole. Ero una virgola fuori posto e tale sono rimastoĀ».

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