Si è tenuta questo pomeriggio la conferenza di Giovane, il nuovo attaccante del Verona ufficializzato solo pochi giorni fa.
Il classe 2003, introdotto dal presidente Italo Zanzi, si è dunque presentato alla stampa e ai suoi nuovi tifosi, parlando anche delle motivazioni che l’hanno portato all’Hellas e non solo.
Di seguito, dunque, le sue principali dichiarazioni.
L’HELLAS. «Voglio ringraziare il Verona per la fiducia che ha riposto in me. Ho scelto l’Hellas, un club che mi aveva cercato già lo scorso gennaio, per il progetto. Per me questo è un grande passo e un sogno. Arrivo in un grande campionato che ho sempre ammirato e in una bella città che mi ha accolto benissimo. So che la Serie A è molto difficile, quindi dovrò dare il massimo in ogni partita: voglio disputare un buon campionato, segnare dei gol e aiutare la squadra. Credo che tutti insieme potremo raggiungere l’obiettivo».
IL RUOLO. «Il mio ruolo preferito è quello di attaccante centrale, ma posso giocare anche largo o come seconda punta, a seconda delle necessità. Ho un tiro potente, forza fisica e un’ottima resistenza. Il mio modello è Ronaldo il Fenomeno. Penso sia stato uno dei più grandi di sempre e cerco di guardare a lui. Sono più un “9” o un “10”? Per ora ho chiesto di avere il 17, un numero a cui sono legato. Poi magari, un giorno, indosserò la 9…».
IL PRIMO IMPATTO. «Nell’ultimo periodo al Corinthians ho avuto qualche difficoltà e ho giocato poco, quindi sicuramente dovrò lavorare per riprendere il ritmo partita. Con l’aiuto dello staff però riuscirò a farlo. Il mio primo allenamento ha già confermato tutte le mie impressioni: i ritmi sono più alti, la palla scorre più veloce e la richiesta fisica è più intensa. Qui poi c’è una grande differenza a livello tattico».
MISTER E COMPAGNI. «Zanetti mi ha detto che mi aiuterà a esprimermi al massimo e io so di poter migliorare sotto tanti punti di vista. Avverto la sua fiducia e quella dell’ambiente: so che sono state dette belle cose su di me e questo mi rende felice. Charlys poi mi sta aiutando molto nel mio processo di adattamento. Io nel frattempo sto studiando l’italiano, anche se quando si parla veloce rimango ancora un attimo “stordito”. In generale comunque mi sto trovando bene. Quando c’è questo tipo di connessione con la città, poi, penso che tutto risulti più facile».



Il volto non è che ispiri fiducia: sembra una via di mezzo tra Checco Zalone e Cassano. “Verona postofisso”
Contano solo i fatti
E’ Riva ‘ el GORDO
È in sovrappeso imbarazzante
Bravo sto giovane