Raggiunto dai colleghi del Corriere di Verona in occasione del compleanno di Osvaldo Bagnoli, Pierino Fanna ha parlato dello Scudetto e non solo.
Queste, dunque, le sue principali dichiarazioni:
«Ho perso mio padre che ero molto giovane e ho trascorso più anni con Bagnoli che con lui.
Il mister ha dipinto la Gioconda, noi fummo i suoi colori. Era il nostro comandante, il nostro condottiero. Trasformò dei pezzi di legno che erano stati lasciati su una spiaggia in una corazzata cha solcò il mare senza mai avere paura, guidandola all’approdo al porto più bello.
Ci ha trasmesso l’amicizia, un legame eterno che ci unisce. Quando ci convocava per gli allenamenti, l’appuntamento era alle 10 di mattina con ingresso in campo fissato alle 10:30. Ci lasciava mezz’ora da passare insieme, nello spogliatoio, perché voleva che parlassimo e che si formasse una confidenza che ci tiene così vicini ancora adesso.
Quando poi uscivamo insieme per il pranzo era contento, poiché vedeva che quel gruppo era fatto di amici».



Bella analogia!
Campionato 84 85
Fanna ; il più forte giocatore italiano
Impossibile marcarlo
Osvaldo un grande mister con gente del suo stampo il nostro calcio era forte valori semplici senza seghe mentali poi venne il berlusconesimo e fu la fine del calcio italiano.
Grande