Raggiunta dai microfoni de Il Sole24Ore, Rachele Peretti ha parlato dei propri idoli d’infanzia, della fascia da capitana e del movimento del calcio femminile.
Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni rilasciate dall’attaccante dell’Hellas Verona Women.
I MODELLI. «Quando ero piccola, per me c’era solo Roberto Baggio: seguivo le sue imprese ovunque andasse. Cristiana Girelli invece è un esempio e un simbolo per il calcio femminile dei miei tempi. Nonostante gli anni passino, resta sempre un punto di riferimento».
CAPITAN PERETTI. «Indosso la fascia da capitana “da adulta”. Personalmente ho trovato nel dialogo la chiave di volta per arrivare alle mie compagne di squadra: le nuove generazioni di oggi vanno capite con pazienza. Bisogna ascoltare e farsi raccontare ciò che va o che non va, creando una connessione comune. Insomma, ci vuole una certa empatia».
IL CALCIO FEMMINILE. «Il calcio femminile è migliorato molto. Abbiamo raggiunto il traguardo del professionismo e quello della fruibilità sui media. Ci sono però tantissimi pregiudizi e dobbiamo lavorare per abbatterli. In futuro però mi aspetto una crescita sia a livello tecnico tattico che professionistico: oggi si hanno a disposizione strutture adatte e figure che quando ero giovane io non c’erano».


