Raggiunto dai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Roberto Tricella ha parlato della propria esperienza al Verona e non solo.
Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni del campione d’Italia 84/85.
IL MISTER. «Il calcio è strano: ricordo che, dopo la promozione in Serie A, perdemmo le prime due partite e si parlò di esonero di Bagnoli. Alla terza partita però battemmo la Juventus con un gol mio e uno di Fanna e da lì cominciò la cavalcata che ci avrebbe poi portato a vincere lo scudetto nell’85. Il suo calcio era semplice: lui creava la spina dorsale con portiere, centrale difensivo, regista, seconda e prima punta, poi metteva gli uomini giusti nelle altre posizioni e il gioco veniva da sé».
LO SCUDETTO. «Nell’anno dello scudetto 84/85 non c’era stress: quando vinci non può esistere, anche se arrivammo alla fine con il “braccino”. La vittoria di quel campionato però non fu un miracolo, ma la costruzione di una squadra con innesti giusti anno dopo anno: io, per esempio, ero arrivato sei anni prima».
IL RAMMARICO. «Mi dispiace non essere riuscito a vincere anche la Coppa Italia con il Verona: arrivammo due volte in finale, senza però mai riuscire a portare a casa il trofeo».
L’ADDIO A VERONA. «All’Hellas stavo bene, ma ci fu la possibilità di andare in una grande squadra e la colsi. Potevo andare al Napoli o all’Inter, ma alla fine scelsi la Juventus: non andò benissimo, ma alla fine vincemmo una Coppa Italia e una Coppa UEFA. Ricordo che Boniperti ci accoglieva nella stanza dei trofei per farci vedere che lì si doveva vincere, ma lo sapevamo già…».
IL POST-CARRIERA. «Ho vissuto i miei primi trentatré anni nel mondo del calcio, poi sono passato al settore immobiliare. Quando smisi di giocare ci fu anche la possibilità di essere dirigente del Verona, ma non si concretizzò. Da gennaio, comunque, sono in pensione».



Trice personaggio raro nel mondo del calcio. Ex campione (oggi giocherebbe sicuramente in un top club con ingaggio stellare), simpatico, spiritoso e autoironico, segno di grande intelligenza.
Tutto vero…
Soprattutto quella con la Juve anno 1983 dopo che in campionato eravamo arrivati 4 che oggi sarebbe Champions…dopo aver vinto 2-0 in casa ..poi là come sempre all’ultimo dei tempi supplementari…..(.119 ‘ Platini)ci è sfuggita..ma la meritavamo più noi per come avevamo giocato all’andata che poteva finire anche 3/4 a zero per noi…(Espulsione di Galderisi, palo di Volpati a portiere battuto, e poi l’ arbitro Lobello che annullo un gol regolare a Marangon..).
Finale con la juve piena zeppa di episodi dubbi ….in favore indovinate di chi ?