Con la vittoria di Empoli, per il Verona si è chiusa una stagione decisamente sofferta. Attenzione, però, perché la salvezza gialloblù è stata assolutamente meritata, come confermato dal Mister Zanetti nel post-partita: «Abbiamo avuto momenti di difficoltà – ha infatti detto l’allenatore dell’Hellas – ma siamo stati bravi a non mollare. È stato merito dei giocatori, che mi vogliono bene e che hanno creato un grande gruppo. È vero che ci siamo salvati all’ultima giornata, ma è altrettanto vero che siamo stati sopra la zona retrocessione per tutta la stagione».
E il mister gialloblù ha effettivamente ragione, perché è statistica: il Verona quest’anno ha navigato sempre in acque più o meno tranquille, ma non si può dire che non si siano attraversate burrasche, anche piuttosto tempestose. Come prima della trasferta di Parma, quando, proprio dopo la sconfitta casalinga contro l’Empoli nella gara di andata (1-4 al Bentegodi), ci furono momenti di riflessione in società. E Zanetti ha identificato esattamente quel momento come le sliding doors della stagione gialloblù: «In quel frangente abbiamo riflettuto molto, ma il direttore (Sogliano, ndr) ha detto che la colpa era di tutti e, alla fine, ha deciso di confermarmi. Mi ha dato fiducia e io ho ripagato con i risultati e con questa salvezza».
Ora, però, per l’Hellas si apre una nuova fase, cioè quella della ricostruzione. Utilizziamo questo termine come augurio, perché è questo quello che servirebbe, piuttosto che distruggere o rivoluzionare nuovamente. Le squadre vincenti si basano sulla solidità di un progetto lungimirante piuttosto che sulle scelte a breve termine che possono essere funzionali nell’emergenza, ma che non danno certezze e serenità nel lungo periodo. Per questo, per esempio, sarà fondamentale capire se si ripartirà proprio da mister Zanetti in panchina. Questa sarà la prima e fondamentale scelta della dirigenza gialloblù, perché un progetto degno di questo nome si basa certamente su un tecnico che rispecchi i valori della storia del club, ma anche sulla continuità tecnica del progetto stesso.
Una volta messe le fondamenta, la società dovrà poi cominciare a impilare i mattoncini. Ci sarà da capire se ci sarà la forza economica per resistere alle offerte che certamente arriveranno per i prezzi pregiati. Le “big”, per esempio, hanno già messo gli occhi su Coppola, difensore classe 2003 prodotto del settore giovanile e ragazzo di grande prospettiva a cui, però, probabilmente, farebbe bene fare ancora esperienza prima di spiccare il volo verso altri lidi. E, sempre per restare in difesa, ci sarà da capire anche il futuro del compagno di reparto Ghilardi (anche lui classe 2003). Poi ci sono le bandiere Montipò e Lazovic, i quali potrebbero rappresentare la memoria e lo spirito gialloblù, quelle colonne che servono sempre per appoggiare un progetto a lungo termine e spiegare ai nuovi arrivati i valori dell’ambiente.
Ma la grande incognita sarà in attacco: in attesa di capire quale sarà il progetto tecnico, i giocatori in prestito torneranno infatti probabilmente alle rispettive squadre di appartenenza. Una volta chiarita la situazione, si proverà quindi a lavorare su eventuali riscatti o, in alternativa, su nuovi innesti. Con l’augurio che non ci si debba ancora una volta accontentare, qualsiasi siano le scelte della società, di comparse di passaggio.
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Il Verona deve ripartire con Perilli e Valentini in primis ….. due tosti.
Grande Zanna grazie spero ti riconfermino lo meriti quanto spero che non lo facciano con i prestiti non c’è ne uno che mi sia piaciuto ripartiamo con perilli valentini con ghila ai viola tchatchua se non parte per torino freese coppola e cisse al Milan duda serdar harroui suslov al Bologna e davanti il nulla vedremo sti americani se i porta na ventata sana.