Coppola: “Nelle giovanili non giocavo. Quest’anno è quello della consacrazione”

Il difensore del Verona ha parlato ai colleghi di Cronache di Spogliatoio

diego coppola hellas verona

Intervistato da Cronache di Spogliatoio, Diego Coppola ha parlato della propria esperienza all’Hellas, ma anche del Bentegodi e della Nazionale.

DI seguito, dunque, le principali dichiarazioni rilasciate dal difensore del Verona.

GLI INIZI. «Quando ero nelle giovanili, l’allenatore cambiava ogni anno ed era difficile essere tra quelli che giocavano. A tredici anni non trovavo molto spazio e non pensavo alla Serie A, poi attorno ai quindici ho iniziato a trovare un po’ di continuità. Ai ragazzi del settore giovanile dico spesso che, anche se non giocano oggi, non è detto che un giorno non arrivino in alto. C’erano miei ex compagni che a undici anni erano considerati promesse e non sono nemmeno arrivati in Primavera, io invece non giocavo e oggi sono in Serie A…»

LA PRIMA SQUADRA. «Ho fatto le prime presenze in prima squadra con Tudor, un allenatore che ci chiedeva grande aggressività e con il quale dovevo sempre stare attaccato all’avversario. Nella stagione successiva ho iniziato a giocare con regolarità, poi però mi sono stirato un tendine e sono rimasto fuori tre mesi. L’anno scorso ci ho impiegato un po’ a ritrovare il campo con regolarità, ma ora mi sento meglio fisicamente e ho la fiducia di Zanetti e della società. Credo che questo potrebbe essere il campionato della mia consacrazione».

LO STADIO. «Da piccolo sono spesso andato allo stadio, soprattutto nell’annata in cui c’era Toni in attacco. Prima dell’ultima partita di campionato della scorsa stagione contro l’Inter siamo entrati in campo con le famiglie e mio fratello mi ha chiesto come facessi a giocare davanti a tutta quella gente. In effetti è un bell’impatto, il nostro è uno stadio molto avvolgente».

L’EX COMPAGNO. «Simeone è un ragazzo clamoroso, veramente bravissimo, anche adesso che abbiamo giocato contro di lui l’ho marcato standogli addosso e non si è mai lamentato di niente. Era così anche in allenamento, quando avevo diciassette anni e mi allenavo con la prima squadra: solitamente in quelle occasioni ti chiedono di andare un po’ più piano, lui invece mi spronava a fare meglio e continuare ad alta intensità».

LA NAZIONALE. «Olanda, Spagna e Francia sono tra le favorite per l’Europeo Under 21, ma abbiamo buone sensazioni, sappiamo di essere forti. Ho parlato della Slovacchia, la Nazionale ospitante, con Suslov, e lui mi ha detto che sono molto bravi e che ci batteranno, anche perché hanno lo stadio a favore. Vedremo come andrà…».

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