Pierino Fanna, un simbolo del mondo Hellas e uno dei pochi giocatori ad aver vinto cinque scudetti con tre club diversi, ha parlato ai colleghi de La Gazzetta dello Sport nel corso di una lunghissima intervista.
Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni del campione d’Italia 1984/1985.
IL VERONA. «Il momento più difficile della mia vita è stato durante il campionato 81/82, quando ero alla Juventus e morì mio padre. Non riuscivo più a giocare con la testa libera, ero sempre in panchina. Poi arrivò l’occasione di Verona e mi cambiò la vita. Questa è casa mia, qui ho vissuto i momenti più belli: lo scudetto, la Nazionale, tre volte il titolo di miglior ala destra della Serie A, i figli…».
LO SCUDETTO. «Nella mia carriera ho vinto cinque scudetti, ma quello con il Verona è il punto più alto della mia carriera. Ancora se ne parla perchè è stata un’impresa nata da basi solide e da rapporti di amicizia che durano tutt’ora. Volpati per esempio è come un fratello maggiore per me. E poi eravamo veramente forti…».
IL MISTER. «Bagnoli è stato un secondo padre per me, un riferimento dentro e fuori dal campo. Quando giocavo mi diceva di fare quello che mi sentivo, era avanti anni luce. Ora ha quasi novant’anni e spesso vado a trovarlo: chiacchiero con la moglie, con sua figlia Monica… Il mister ora fa fatica, ma mi piace stare con lui».
IL CALCIO DI OGGI. «Ora seguo poco il calcio, dopo una parentesi da vice-allenatore con Prandelli non ho voluto continuare. Sono un nonno felice e impegnato e ho una moglie che amo e con cui sto da cinquant’anni, non voglio niente di più. L’unico in grado di riportarmi allo stadio è Tommaso, il mio nipotino più grande che abita a Roma. Quando viene a Verona, lo porto sempre al Bentegodi».



Sono stati i anni più belli 💛💙💛💙
💛💙
Grande
Grande CAMPIONE gialloblù ❤🏆⚽💛💙
pierino-turbo !
Grande Piero 💛💙
Con te gli anni più belli