Nonostante l’infortunio al crociato subito lo scorso ottobre che avrebbe, almeno in linea teorica, porre fine alla sua stagione, Maddalena Nava è già rientrata in gruppo e sta preparando il rientro in campo. L’obiettivo è quello di aiutare l’Hellas Verona Women a rincorrere una salvezza che, dopo un avvio di stagione complicato, appare ora alla portata delle ragazze di Venturi.
Per capire un po’ meglio il suo recupero lampo e parlare anche delle prossime importantissime sfide delle gialloblù, abbiamo quindi deciso di raggiungere la centrocampista gialloblù e di scambiare con lei quattro chiacchiere.
Ecco dunque di seguito la nostra intervista esclusiva.
Partiamo innanzitutto dalla domanda più importante: come stai?
«Bene, mi sono ripresa e riesco di nuovo a fare tutto. Al netto di qualche problemino ogni tanto, il ginocchio ha risposto bene. Ora ho solo voglia di giocare».
Lo scorso ottobre hai subito un brutto infortunio con il coinvolgimento del crociato, ma sei già tornata in campo: ci spieghi un po’ il percorso?
«La scelta di non operarmi è stata insolita, sono la prima a esserne rimasta stupita. Dopo aver fatto tutti i test e tutte le visite del caso, il dottore che avrebbe dovuto eseguire l’intervento mi ha detto che c’erano i presupposti per non operare: la lesione era parziale e il ginocchio era perfettamente stabile, quindi con lo staff medico abbiamo provato questo metodo conservativo. Ci siamo presi del tempo per vedere se questo ciclo di fisioterapia e riabilitazione avrebbe funzionato e, dopo un mese e mezzo in cui si sono visti dei miglioramenti, abbiamo deciso di proseguire su questa via sia per velocizzare il mio rientro che per evitare una seconda operazione dopo averne già fatta una all’altro ginocchio. Tutti mi sono sembrati molto sicuri a riguardo e anch’io penso sia stata la scelta giusto».
Ti senti pronta a tornare a giocare o c’è anche un po’ di paura?
«Paura e timore non sono emozioni che ho contemplato durante questo percorso. C’è più voglia di rivalsa e di tornare subito in campo non appena il ginocchio avesse risposto bene, senza dolori. Voglio che questo infortunio sia solo un brutto ricordo. Sono serena, ho solo voglia di giocare e di divertirmi».
Lasciamoci alle spalle le cose spiacevoli e torniamo a quest’estate: a giugno hai firmato il tuo primo contratto da professionista con la Juventus e poi hai preso la via del prestito. Perché hai scelto Verona?
«Sicuramente il Verona è una società che mi ha sempre ispirato, anche a livello ambientale. Quando mi è arrivata questa proposta, non ho avuto alcun dubbio e ho preso la palla al balzo. L’Hellas può essere per me un buon trampolino di lancio e una squadra in cui crescere giocare, crescere e divertirmi».
Da Verona sono passate diverse ex Juventus: hai avuto modo di confrontarti con qualcuna di loro?
«Io ho un ottimo rapport con Alice Giai, abbiamo giocato a lungo insieme. Ho parlato molto sia con lei che con Asia Bragonzi ed entrambe, appena ho detto loro di questa possibilità, mi hanno consigliato di venire qui. Mi hanno detto che Verona sarebbe stato il posto giusto per migliorare, ma anche per sentirsi a casa e iniziare il percorso tra le “grandi” senza troppa pressione, anche se ovviamente è richiesta professionalità: la società ci dà tutto ed è giusto che noi ricambiamo in qualche modo».
Ti presenti un po’ come centrocampista?
«Negli anni ho occupato diversi ruoli a centrocampo e non solo, ma principalmente nella zona più offensiva del campo. Quando sono arrivata alla Juventus, da piccolina, giocavo ala d’attacco, poi sono arretrata a fare la trequartista e la mezzala, anche se sempre con una certa propensione offensiva. A centrocampo comunque si gira molto e quindi ho occupato ruoli anche un po’ più difensivi. C’era anche stata l’idea di avanzarmi a fare la seconda punta, ma io preferisco essere più nel vivo del gioco, in mezzo al campo a far girare la palla. Diciamo che sono abbastanza duttile, anche se prediligo la fase offensiva: gli assist, in particolare, mi danno grande soddisfazione, ma mi piace anche tirare da fuori».
Passiamo alla stagione corrente: l’avvio è stato molto difficile, ma ora date l’impressione di essere un’altra squadra…
«Nonostante il campionato non siamo partito nel migliore dei modi, ci siamo sempre dimostrate una squadra compatta. Abbiamo sempre appoggiato le idee del mister, anche perché hanno sempre portato a buone prestazioni a prescindere dai risultati, come riconosciutoci anche dalle nostre avversarie. Parlando tra di noi abbiamo però capito che, per prenderci ciò che ci spetta, dobbiamo mettere qualcosina in più. Conoscerci meglio, anche fuori dal campo, ci ha molto aiutato in tal senso: ora in campo ci troviamo meglio, c’è più serenità e riusciamo a rendere meglio. Chiaramente c’è ancora molto lavoro da fare, ma siamo una squadra giovane con molti punti di forza. Continuando così, possiamo toglierci molte soddisfazioni».
La pausa vi ha aiutate a rifiatare. Com’è il clima in vista dello scontro diretto contro la Vis Mediterranea?
«Noi prendiamo tutte le partite come se fossero fondamentali per il nostro percorso, anche perché non siamo nella condizione di prendere nulla sottogamba. Prendiamo questa partita con la serenità che serve ma anche con la concentrazione necessaria a prenderci i tre punti che possiamo e dobbiamo prenderci».
Dopo la Vis, ci sono le partite contro Orobica e Pavia: un bel pezzo di salvezza si decide in queste tre settimane?
«Sono partite fondamentali da prendere con la mentalità e l’atteggiamento giusti. Sicuramente la sosta ci ha dato la possibilità di rifiatare e staccare un po’, permettendoci di arrivare al massimo a questo ciclo di gare importantissime per noi e per il nostro obiettivo».
Obiettivo personale per questa stagione?
«Sicuramente voglio riprendere il ritmo gara e a ritagliarmi il maggior spazio possibile per dare il mio contributo. Il mio obiettivo è dare il massimo e raggiungere la salvezza con questa squadra: abbiamo tutti i mezzi per farcela».


