Il giornalista Carlo Nesti è intervenuto ai microfoni de L’Arena per parlare del Verona che fu e, in particolare, dell’1-2 con cui l’Hellas, esattamente quarant’anni fa, batté fuori casa il Torino cucendosi quindi sulla maglia un pezzo del leggendario Scudetto.
Queste, dunque, le sue principali dichiarazioni:
«Ricordo solo che quel Torino-Verona fu un gara bellissima, con almeno venti occasioni per parte. Che squadra quell’Hellas! Tanti ottimi calciatori che Bagnoli riuscì a plasmare in un collettivo formidabile.
Anche in quella partita Garella, tifoso del Toro e cresciuto nel settore giovanile granata, fu decisivo con almeno tre interventi da campione. Parava più con i piedi che con le mani, ma ciò che mi ha colpiva di più era la sua espressione dopo un intervento: Claudio rideva, soddisfatto. Più difficile era la parata e più allargava il sorriso. Avrebbe meritato la Nazionale: sfido chiunque a vincere uno scudetto al Verona e, a stretto giro di posta, uno con il Napoli.
Il Verona “europeo”? Contro il Werder (Coppa UEFA 87/88, ndr) l’Hellas avrebbe meritato di passare il turno. Ricordo la delusione. Chiacchierai a lungo in aeroporto con Domenico Volpati, che avevo conosciuto anni prima quand’era al Torino e mi raccontò che a Verona aveva risolto i suoi problemi muscolari andando dal dentista: è tutto collegato. E poi ricordo la simpatia di Nanu Galderisi…».


