Intervistato sui canali di Vivo Azzurro TV, Cesare Prandelli ha raccontato l’ultimo difficile periodo della sua vita, in cui ha affrontato una malattia che l’ha fortemente segnato.
Queste, infatti, le principali dichiarazioni dell’ex allenatore gialloblù:
«Ho passato due mesi difficili: una polmonite forte, brutta e improvvisa mi ha debilitato e ridefinito le mie priorità. Quando si è pensato all’ipotesi di essere intubato, fortunatamente avevo ancora una capacità respiratoria di sette litri.
È stata dura per un atleta che non aveva mai avuto nulla, abituato a recuperare in pochi giorni, affrontare un periodo difficile di due mesi… In quei momenti pensi che la vita è questione di fortuna, tante persone all’improvviso si trovano ad affrontare situazioni che non meritano.
Il ritiro? Mi sentivo a disagio, forse il mio legame con Firenze era troppo forte. Ma un giorno durante una partita ebbi un breve attimo di panico, come un segnale, e mi dissi: “Se ricapita, smetto”. Ricapitò: giocavamo contro la Samp, segnò Quagliarella. Infatti poi quando lo incontravo gli dicevo che mi aveva fatto smettere.
In realtà mi fu trovato il collasso di una valvola: evidentemente la mia testa incideva sul mio fisico».



Grande mister ma mai pensare al male.