Il giornalista, raggiunto dai colleghi de L’Arena, ha parlato di Verona e non solo
Il Verona è una meraviglia: parola di Mario Sconcerti. Il giornalista, raggiunto dai colleghi de L’Arena, ha infatti incensato società e squadra, soffermandosi in particolare su presidente, d.s., allenatore e il terzetto d’attacco.
Di seguito, dunque, le sue principali dichiarazioni.
LA NAZIONALE. «Andare al Mondiale è dura, ma possiamo farcela. Mi sarei aspettato di vedere anche Caprari tra i convocati, ma so comunque che Mancini lo sta tenendo sotto osservazione. Penso che il CT per le qualificazioni si sia affidato al nucleo storico, tuttavia penso che poi ci sarà spazio anche per Caprari: ha dribbling, corsa, scatto, visione di gioco, assist e gol, se continuerà con questo rendimento sarà impossibile non chiamarlo».
LA DIRIGENZA E IL MISTER. «L’Hellas è una meraviglia, Setti e D’Amico mi hanno stupito: mantengono una squadra ad alti livelli e al contempo una società che distribuisce dividendi. I giovani e “l’usato rigenerato” come Veloso e Lazovic sono il marchio di fabbrica. Tudor? Sta facendo un grande lavoro, è un ragazzo di sostanza che ha trovato l’ambiente giusto e che sta crescendo molto».
I GIOCATORI. «Barak è un genio generoso e un top player. Il doppio errore di Simeone? Lui è così, “caliente”. Dal Cholito ci si può aspettare di tutto, dai quattro gol con la Lazio all’errore più banale».
IL CALCIO IERI E OGGI. «Il Verona di Bagnoli segnò una svolta epocale nel calcio italiano, esprimendo un gioco bellissimo. Oggi invece il nostro calcio è ai minimi storici: in Serie A ci saranno massimo due o tre campioni, inoltre i ragazzi non hanno più la strada e sono tutti palestrati. Si potrebbe aggiungere altro, ma limitiamoci a dire che da quindici anni l’Italia ha una specie di museo del calcio senza stelle».


