L’attaccante gialloblù si è raccontato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport
Tanta voglia di ritrovarsi dopo un paio di stagioni difficili: è questo ciò che emerge dall’intervista concessa da Andrea Favilli ai colleghi de La Gazzetta dello Sport.
Di seguito, infatti, le principali dichiarazioni rilasciate dall’attaccante gialloblù ai microfoni della Rosea.
IL DEBUTTO DA SOGNO. «Il gol contro l’Udinese è stata una liberazione: era arrivato il momento di segnare, anche se pensavo che mi sarebbe servito più tempo…».
L’HELLAS. «Dopo due anni tribolati al Genoa avevo bisogno di ritrovare me stesso, quindi sono venuto a Verona: qui ho trovato un gruppo in parte rifatto ma affiatato e con tantissima voglia di lavorare. Conoscevo già mister Juric dai tempi del Genoa e sapevo che mi aspettava un lavoro molto intenso, ma è proprio questo ciò di cui ho bisogno».
IL COVID. «Aver svolto una preparazione estiva così compressa ci porta ad affrontare una situazione completamente nuova. Come ci difendiamo dal Covid? Cerchiamo di uscire meno e di evitare certi luoghi: anche noi abbiamo paura di essere contagiati e di contagiare».
I “COLLEGHI”. «Davanti, essendoci anche Colley e Salcedo, siamo poi molto giovani e tutti con caratteristiche diverse. Quest’anno comunque cercherò di imparare tanto da Kalinic: sono sempre stato molto curioso».
FAVILLI. «Da quando avevo sedici anni ho sempre sentito la pressione su di me: all’inizio ne ho sofferto, ma ora la vivo serenamente e riesco a sopportarla bene. I duelli? Anche per il tipo di fisico che ho, sono sempre stati un mio punto di forza».
Seguici su
Aggiungi calciohellas.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



si ma la domenica dopo te’ sbaglia’ un gol che fasèa me nono a 90 ani.