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Vuković a CH: “A Verona sei mesi tra i migliori della mia carriera. Retrocessi perché avevamo poca qualità”

Le dichiarazioni in esclusiva del difensore serbo attualmente in forza ai cinesi del Qingdao Huanghai

La sua avventura in gialloblù è durata solo sei mesi, in una stagione che ha visto l’Hellas Verona posizionarsi al diciannovesimo posto in classifica e quindi retrocedere. Jagoš Vuković però si è dimostrato una delle poche note positive di quel campionato. Il difensore serbo arrivato a gennaio 2018 in prestito dall’Olympiakos, ha collezionato 15 presenze e un gol, per poi far ritorno in Grecia.

Lo scorso settembre ha risolto il contratto con il club biancorosso e dopo essere rimasto svincolato per alcuni mesi, è stato ufficializzato dai cinesi del Qingdao Huanghai. Per commentare la situazione coronavirus in Cina e per tornare sulla sua esperienza italiana, CalcioHellas.it lo ha raggiunto telefonicamente:

Come sta andando la tua esperienza al Qingdao Huanghai e com’è la situazione in Cina?
“Sono in Cina già da tre settimane e mezzo, e sono felice. Mi alleno da più di una settimana con la squadra. È un buon club e sicuramente per la mia carriera è una nuova sfida, vedremo come andrà in campionato. Appena sono arrivato in aeroporto, mi sono recato in hotel e ho passato le due settimane successive in camera. Ho avuto la possibilità di parlare con la mia famiglia, di guardare film e serie tv. È stato un po’ difficile ma adesso possiamo andare dove vogliamo. Per quanto riguarda il coronavirus, spero che presto finirà in Cina perché le persone sono molto disciplinate. Ora sono aperti centri commerciali, ristoranti e bar, ma le persone hanno ancora le mascherine e si proteggono. La situazione migliora giorno dopo giorno e credo che presto tutto questo sarà finito”.

Che ricordi ha della sua esperienza all’Hellas Verona?
“Per me sono stati sei mesi davvero belli, forse tra i migliori della mia carriera perché ho giocato nel calcio italiano, che è sempre stato il mio sogno. Un club fantastico con persone gentili, ma siamo andati in Serie B. Credo che non avessimo abbastanza qualità per salvarci. Quando sono arrivato a metà stagione, ad essere onesto, non avevamo qualità per restare in A, ma sicuramente abbiamo dato il nostro meglio. Non avevamo abbastanza qualità per rimanere in Serie A, questa era la cosa brutta, tuttavia conservo ricordi fantastici e buoni amici a Verona”.

Al Verona attualmente ci sono due suoi connazionali, come Lazović e Radunović…
“Lazović è un buon giocatore, con esperienza. Penso sia stata una buona idea portarlo all’Hellas perché può giocare in ogni posizione della fascia, sia da terzino che da ala. È davvero un giocatore utile e credo che sia una dei migliori. Boris è un portiere talentuoso, ma ha tempo davanti a sé e può migliorare molto. Gioca pure per la nazionale serba, e gli auguro davvero il meglio perché l’Hellas è davvero una buon società”.

In difesa c’è Günter, che aveva incontrato da avversario in Turchia…
“Sono stato in Turchia tre anni e mezzo, ma non ricordo così tanto Koray. Sapevo che aveva giocato nel Galatasaray, ma non ricordo molto di lui”.

Qual è stato l’attaccante più forte che ha affrontato nella sua esperienza in Italia?
“L’attaccante più forte che ho incontrato in Serie A è stato Dzeko. È alto, forte, ed è uno dei migliori centravanti al mondo”.

Segue ancora il calcio italiano?
“Certo che seguo ancora il calcio italiano e l’Hellas, perché ho molti amici che giocano lì. Il Verona gioca davvero bene, un calcio offensivo. È stato fatto davvero un ottimo lavoro sia dal mister che dai giocatori. Peccato per l’interruzione del campionato, ma penso che giochino davvero un ottimo calcio”.

Sarebbe voluto rimanere in Italia?
“Mi sarebbe piaciuto restare di più, ma dovevo tornare all’Olympiakos e finire cosa avevo iniziato: stavamo lottando per la Champions League. Non ricordo se qualche club italiano fosse interessato a me, ma credo che se avessi avuto l’opportunità di tornare in Serie A sarei tornato sicuramente. Adesso ho 31 anni ma non importa, se ci fosse l’interesse tornerei in Italia perché per me è il miglior campionato, specialmente per i difensori”.

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