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Peretti: “Se dovesse richiamarmi il Verona sarebbe un sogno”

Le dichiarazioni del giovane classe 2000, reduce dal gol alla Cittanovese Ponente, che racconta i suoi sogni e le sue aspirazioni

Il difensore di proprietà dell’Hellas Verona in prestito al Palermo, Manuel Peretti, ha parlato in una lunga intervista al Corriere dello Sport:

SOGNO. “Da bambino, non chiedevo altro. E lo stesso oggi. Non sono ancora calciatore ma un ragazzo che sta inseguendo un sogno e che pensa di farcela”.

GOL ALLA CITTANOVESE.Quando ho visto il pallone in rete, non ci credevo: “Sono stato io?”. I compagni non
esultavano, ho avuto paura del fuorigioco. Poi, non ho capito più nulla per la gioia”.

PROMOZIONE COL PALERMO E FUTURO. “Vincere in una città così importante può scatenare l’interesse di qualsiasi società. Mi piacerebbe restare e salire fino in A. Sono in prestito, però, se dovesse richiamarmi il Verona, mi ritroverei in paradiso con la squadra della mia città e del mio cuore”.

VERONA. “Mi aspettavo di rientrare nei piani della società, forse mi hanno mandato in prestito per farmi le ossa. Ho il precontratto col Verona ma, se entro giugno non dovessero confermarmi, mi ritroverò svincolato”.

INFANZIA. “Ho avuto quello che un bambino può desiderare. Ringrazio i genitori che mi portavano a fare provini, anche al Milan, e mi sostenevano quando, a scuola calcio, introverso di natura, invece di giocare, piangevo, mi disperavo e tornavo a casa per paura che mi giudicassero male”.

FAMIGLIA. “Papà, Daniele, pensionato da tre mesi, faceva il muratore; mamma, Cinzia, era nel settore delle scarpe poi quando siamo nati si è dedicata a noi. Mio fratello Omar è laureato in ingegneria civile”.

 

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