Verona, così sei preoccupante…

Hellas senza capo né coda. Il rischio è quello di un campionato anonimo

andrias edmundsson hellas verona

Un rientro amaro, amarissimo. Il Verona esce infatti dal Braglia con le ossa rotte dopo aver accarezzato fino all’85’ l’ipotesi di portare a casa una partita che avrebbe tanto avuto il sapore della svolta.

Battere il Modena dopo essere rimasti in dieci uomini e aver subito per sostanzialmente tutto il secondo tempo sarebbe infatti stata una “sfangata” da grande squadra, una prova di cuore che avrebbe certificato un ulteriore passo in avanti della squadra di Baroni nell’adattamento al campionato di Serie B.

E invece, alla fine, è arrivata una sconfitta che ha di nuovo messo in luce molti dei difetti che dopo il derby era stati spazzati sotto il tappeto.

Edmundsson, abbiamo un problema!

Mettere nero su bianco questo paragrafo è complicato per chi, come chi vi scrive, l’anno scorso si era calcisticamente innamorato di Andrias Edmundsson. E come era possibile il contrario? Arrivato a gennaio, il faroese si era rivelato un difensore vecchio stampo, essenziale, che bada al sodo. Un marcatore che recupera palla e che la serve al centrocampista più vicino o che, all’occorrenza, la spara a ottanta metri dalla propria porta.

Oggi quel bel centrale non sembra esistere più. Sarà il cambio di modulo, sarà la fascia da capitano che pesa al braccio, ma il numero 5 del Verona non è più lui. Troppi sin qui i goffi errori che hanno portato l’Hellas a subire gol evitabili e a perdere punti che potevano essere portati a casa. L’ultimo in ordine cronologico è ovviamente l’espulsione di ieri sera, un cartellino rosso arrivato per doppia ammonizione dopo due falli di mano. Roba da mani (scusate la ripetizione) nei capelli.

Certo, ieri sera avere al suo fianco un altro giandone come lui non l’ha aiutato, ma l’involuzione di Edmundsson è davanti agli occhi di tutti. Baroni l’ha parzialmente giustificato parlando di un adattamento alle nuove richieste che gli sono state fatte quest’anno, ma al momento il povero Andrias non riesce più a fare nemmeno ciò che faceva prima…

Una tenuta fisica precaria

Le tre settimane di sosta, almeno in teoria, avrebbero dovuto restituire un Verona tirato a lucido e pronto a mangiare l’erba del campo. Niente di più sbagliato.

L’Hellas visto al Braglia ha infatti giocato per una ventina di minuti durante la seconda metà del primo tempo. Prima e soprattutto dopo, invece, il Modena ha fatto ciò che ha voluto. In particolare nella ripresa, la differenza atletica è stata imbarazzante, con i Canarini che sembravano (giustamente) volare e i giocatori di Baroni che erano invece in costante affanno anche in undici contro undici.

Le energie sono venute meno troppo presto, ben prima della sciagurata espulsione di Edmundsson, portando a un assedio totale che, come ampiamente prevedibile, ha alla fine portato il Modena a espugnare il fortino.

Sei giornate, tanti problemi

Gli aspetti negativi messi in evidenza da questo avvio di campionato non si esauriscono certo qui. L’impressione che ha dato l’Hellas nelle prime sei giornata è infatti quella di una squadra ancora ben lontana dall’essere tale.

Sotto il piano dell’atteggiamento, il gruppo va per esempio a due velocità distinte: l’entusiasmo, la voglia di emergere (o di riscattarsi) e la fame di giocatori come Le Borgne, De Battisti, Mosquera e Cerbone cozzano terribilmente con l’apatia e la svogliatezza di elementi come Suslov (tanto per cambiare tornato affaticato dalla Nazionale) e Bernede. Lo stesso Zappa, sulla carta uno dei colpi da novanta del mercato estivo, sembra giocare con il freno a mano tirato.

Tanti non sembrano ancora aver capito che in Serie B serve la sciabola, non il fioretto, anche solo semplicemente nel modo di porsi. Possibile che, quando c’è da andare a protestare, le altre squadre accerchino l’arbitro mentre in casa gialloblù l’unico a parlarci in modo quantomeno convinto sia Lella? 

Baroni sembra poi non aver ancora trovato la quadra. Certo, gli infortuni non lo aiutano a definire anche solo banalmente una formazione titolare, ma l’Hellas non ha ancora una propria identità. E questo, a metà ottobre, con sei partite alle spalle e già nove punti di distacco dalla vetta della classifica (sette dal secondo posto), inizia a essere un campanello d’allarme piuttosto rumoroso.

Verona, rischi un campionato anonimo

Chiaramente, come in tutto, ci vuole comunque equilibrio. Dare credito a chi parla addirittura di rincorsa salvezza è francamente eccessivo, ma un timore c’è ed è quello di assistere a un campionato del Verona anonimo, “da metà classifica”.

Ciò sarebbe ovviamente una grande delusione per una squadra che, pur non potendo probabilmente lottare per la promozione diretta, ha il dovere di arrivare tra le prime otto per poi giocarsi tutto in quella folle disputa chiamata play off.

In favore di Verona e Baroni gioca sicuramente il fatto che da qui alla fine del campionato manchino ancora trentadue giornate e che la Serie B sia un torneo decisamente imprevedibile. Per raggiungere l’obiettivo, però, servirà ben più di quanto visto finora…

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18 Commenti
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Giorgio
1 ora fa

Abbiamo una società da serie A?
Abbiamo fatto una campagna acquisti da serie A?
Abbiamo una rosa da serie A?

La conseguenza non può essere che questa..

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2 ore fa

ovvio che ed. musso.. n gioca x il chievo….

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3 ore fa

squadra non adatta per la promozione, mister non adatto a questa squadra. Società che pensa ai ricavi e allo stadio.

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3 ore fa

Ritorna in area quando gli altri hanno già segnato

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3 ore fa

no, fai proprio kakare

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3 ore fa

Dai ,che forse femo i playout

Luigi
3 ore fa

Imbarazzanti …. Molli sulle gambe e senza midollo .

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4 ore fa

Paradossalmente sta facendo più fatica in B che in A….

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4 ore fa

Hanno giocato solo il primo tempo, poi sono spariti.

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4 ore fa

4 anni che siamo una difesa colabrodo e ad oggi non si è fatto nulla per dare solidità a questa squadra. È alla fine le solite cose…Zanetti che dice dobbiamo lavorare, Baroni che dice dobbiamo migliorare….e intanto ieri 2300 butei presi in giro da una squadra senza identità e senza determinazione facendo un secondo tempo inguardabile. Una partita bene, 5 disastrose….il tempo è finito…. Sveieve fora…che rappresentate una città, un popolo che non meritate

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