ESC. CH – Dawidowicz: “Pentito di aver lasciato il Verona? Non lo so…”

L'ex difensore gialloblù, attualmente svincolato, si è raccontato ai nostri microfoni per la prima volta dopo la scadenza del contratto con il Verona

Una promozione, sei salvezze consecutive e centottanta presenze tutta grinta con la maglia del Verona: Pawel Dawidowicz, che ha scelto la redazione di CalcioHellas per raccontarsi per la prima volta dopo la scadenza del contratto che lo legava al club gialloblù, è stato questo e molto di più per l’Hellas.

Raggiunto in esclusiva dai nostri microfoni, il difensore polacco ha quindi ripercorso gli ultimi mesi della sua carriera e tutta la propria storia in gialloblù.

Di seguito, dunque, la nostra intervista esclusiva.

Come va la vita da svincolato in queste settimane?
«Adesso sono a casa, ma continuo ad allenarmi ogni giorno con il mio preparatore atletico, anche due volte al giorno. Voglio farmi trovare pronto. C’era stata una possibilità in Arabia Saudita con l’Al-Hazem:; ho fatto tre settimane di ritiro, è andato tutto alla grande e ho firmato. Poi sono arrivati mia moglie, incinta, e mio figlio piccolo. La società aveva fatto delle promesse alla mia famiglia, che però non si trovava bene, quindi ho lasciato i soldi, ho rescisso il contratto e siamo tornati in Polonia».

Il direttore sportivo Sean Sogliano ha parlato così di te in conferenza stampa: “A Dawidowicz abbiamo proposto il rinnovo, ma lui ha scelto di andarsene. Credo abbia sbagliato, però ognuno decide per sé stesso”. Come è andata?
«Sì, è vero, si era parlato di rinnovo, ma non abbiamo mai commentato cifre e durata. A volte nella vita alcune cose vanno bene, altre meno. Io ho fatto la mia scelta perché sentivo che cambiare era più la cosa giusta per me in quel momento».

Col senno di poi, ti penti di non aver rinnovato con il Verona?
«Non lo so se mi pento. Penso che fosse giusto così, quando prendo una decisione vado in fondo. All’Hellas ho dato tutto e cerco sempre di guardare al futuro».

Torniamo all’inizio della tua storia con il Verona. Tony D’Amico, ex direttore sportivo gialloblù, ha raccontato in un’intervista dei retroscena sul tuo trasferimento a Verona. Cosa ti ricordi del tuo arrivo?
«Con una gamba già stavo al Palermo. Poi abbiamo fatto una chiamata, mi hanno parlato bene di Verona e alla fine ho preso la giusta decisione. Mi sono subito trovato benissimo e rimarrà sempre nel mio cuore».

Qual è la partita o il ricordo più bello con l’Hellas?
«La partita che ricordo di più è la gara di ritorno dei play off contro il Cittadella. C’era un’adrenalina incredibile e in queste gare si vede chi riesce a gestire la pressione. Poi il 4-1 al Bentegodi contro la Lazio, le vittorie contro la Juve e il Napoli, quando ho segnato alla Roma e al Lecce. Ce ne sono tante… L’anno dello spareggio con lo Spezia a Reggio Emilia è stato un po’ buio. Meno male che siamo riusciti a salvarci, ma pensavo ce l’avremmo fatta prima…».

Hai sempre sudato per la maglia e, nonostante qualche sbavatura, sei sempre stato un beniamino per i tifosi dell’Hellas. Che rapporto hai avuto in questi anni con loro? C’è un episodio in particolare che ricordi con piacere?
«Quando li incontravo per strada si conversava sempre con rispetto. Ho sempre parlato bene di loro. Se sei un calciatore serio e dai tutto per la squadra, anche quando sbagli, la gente del Verona ti sostiene. Per questo mi sono trovato così bene con i tifosi dell’Hellas».

Ti abbiamo più volte visto guardare la partita del Verona dalla tribuna stampa del Bentegodi quando eri squalificato o infortunato. Era una cosa che facevi spesso quando non giocavi?
«Sì, qualche volta. Quando guardo le partite che non mi interessano tanto, posso stare con un amico o qualcuno vicino. Ma quando gioca la mia squadra voglio stare da solo, senza nessuno che parla o commenta, perché quando qualcuno critica un mio compagno mi viene il sangue agli occhi».

Nel Verona ogni anno si riparte da zero: tanti giocatori stranieri, lingue diverse e nuove facce. C’è stato qualche momento di tensione? Avevate un modo in particolare per fare gruppo?
«La nostra forza era lo spirito di gruppo. Chi arrivava sapeva subito che bisognava dare tutto e noi senatori cercavamo di farlo capire: i nuovi acquisti sono un aiuto, non un ostacolo. Per dire, dopo l’espulsione contro Torino per la gomitata a Sanabria, ho dovuto pagare la cena per tutti».

Hai giocato sia come difensore centrale che come mediano. In quale ruolo ti trovavi meglio?
«Sicuramente da difensore, è il mio ruolo naturale. Ma anche a centrocampo mi sono trovato bene. Ci avevo giocato due stagioni al Benfica e dopo tanti anni capisci cosa fare senza che nessuno debba spiegarti troppo. E poi io gioco dove mi mette il mister…».

Hai lavorato con tanti allenatori. Con chi ti sei trovato meglio?
«Con tutti. Ognuno mi ha lasciato qualcosa, non ho mai avuto problemi con nessuno. Se qualcuno mi ha “trattato male”, è stato solo per aiutarmi».

Con Tudor hai vissuto forse il momento più alto del tuo ciclo con l’Hellas. Sabato c’è Verona-Juventus: come si batte una squadra di Tudor?
«Con grande intensità. Le sue squadre ti portano a giocare uno contro uno, serve un’energia. Devi cercare di limitare i tre davanti perché fanno la differenza. Servono tanta concentrazione e la partita perfetta. Il fatto che arrivino da un turno di Champions può essere un bene per l’Hellas».

Sei attualmente svincolato: che tipo di progetto o squadra cerchi per la prossima avventura? Si era parlato del Venezia…
«Le voci sul Venezia non erano vere. Non ho parlato con nessuno in Italia. Al momento sono in contatto con due squadre, ma non voglio dire di più».

In passato eri stato associato al Torino, all’Atalanta, alla Lazio… Perché sei sempre rimasto a Verona alla fine?
«Perché Verona mi è piaciuta tanto, come città, come calcio, come tutto… Spero che ogni anno si salga di livello. E poi mi sembrava giusto onorare il contratto».

Nel 2021 eri vicino a una grande squadra, ma poi ti sei infortunato al crociato e in un’intervista hai detto che eri stanco del calcio… Hai provato ancora quella sensazione?
«Quell’infortunio è arrivato nel momento migliore della mia carriera, succede nel calcio. Ho lavorato tanto e dopo diversi mesi sono tornato a giocare: è stato difficile, ma è stata anche una lezione importante».

Sei ancora in contatto con gli ex senatori del Verona come Faraoni o Lazovic?
«Sì, siamo amici anche fuori dal campo, ci sentiamo».

Cosa significa per te l’Hellas Verona? Vuoi mandare un messaggio ai tifosi?
«Verona è come una seconda casa per me. Ci ho effettivamente comprato casa e mio figlio è nato lì. Ai tifosi posso solo dire “grazie” per come mi hanno trattato, con rispetto e sostegno, in tutti questi anni».

Ma non è che torni a Verona?
«Mai dire mai…».

Subscribe
Notificami
guest

6 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Presidiopitochidaltexas
Presidiopitochidaltexas
5 mesi fa

Il genio della lampada polacca

Commento da Facebook
Commento da Facebook
5 mesi fa

A volte si precisa che ha dei limiti anche da parte dei giornalisti certo eun po’ scoordinato ma io vedo solo pregi.

Commento da Facebook
Commento da Facebook
5 mesi fa

Grazie amico uno di noi non si sa mai a trent’anni potresti anche ritornare

Commento da Facebook
Commento da Facebook
5 mesi fa

Acqua che passa non macina più…

Commento da Facebook
Commento da Facebook
6 mesi fa

Pawel l’anno scorso è stato determinante quando lo ha messo in mezzo al campo per proteggere la difesa. Lui con tutti i suoi limiti ci servirebbe ancora tanto. Uno che finisce la partita con il crociato rotto la dice lunga su che persona abbiamo perso

Commento da Facebook
Commento da Facebook
6 mesi fa

Io gli ex che sono svincolati tipo lui lazo e fara a 300 mila a stagione se accettassero ,li prenderei ,sono ancora ottimi giocatori, piuttosto di lasciarli svincolati …male non fa averli.E poi non si meritano di stare senza squadra: con tutto quello che hanno fatto in questi anni per la squadra ,basta ricordare faraoni cosa si era inventato nello spareggio con lo spezia

Articoli correlati

La vicecapitana del Verona ha analizzato il momento della squadra, ma non solo...
luca szimionas hellas verona primavera
Il centrocampista gialloblù ha analizzato con noi la stagione in corso, parlando poi dell'esperienza con...

Altre notizie