Vista la complicata situazione che sta vivendo il Verona, che con un piede sembra già in Serie B nonostante l’aritmetica non condanni ancora i gialloblù, Sean Sogliano ha deciso di confrontarsi con i giornalisti nella sede di via Olanda.
Verona, la conferenza stampa di Sogliano
Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni del direttore sportivo dell’Hellas.
INTRODUZIONE. «Come purtroppo sono abituato, ogni volta che ci sono problemi io ci metto la faccia. Fa parte del mio lavoro analizzare la situazione: è un momento molto complicato, con una classifica drammatica. Da questo punto di vista sono molto dispiaciuto. So benissimo che fare questo lavoro significa accettare anche le critiche: la legge del calcio dice che si vince in tanti e si perde in pochi. Qua si sta mancando di rispetto a chi per tanti anni ha lottato per i colori gialloblù. Per quanto riguarda me, che mi sono legato al Verona per sette anni, sono più attaccabile. I dirigenti che stimo di più sono stati Mascetti, rimasto nove anni, e Foschi, rimasto sette. Potevo lasciare e invece non l’ho fatto. Accetto tutto, ma non la mancanza di rispetto. In sei stagioni su sette abbiamo ottenuto l’obiettivo massimo con il Verona: campionato vinto, salvezze e record di punti. Quest’anno non sta andando bene, forse la salvezza è impossibile, ma quello che ho fatto insieme alle persone che lavorano con me è stato iscrivere sempre la squadra al campionato, pagando tutto e facendo plusvalenze per tenere in piedi la società. Abbiamo scelto di mantenere un club solido ed è stato fatto. Trovo sleale leggere certe cose, perché è una mancanza di rispetto».
LOTTA. «Penso che la squadra abbia mostrato dei limiti e che una stagione così non si fosse mai vista, ma non che non abbia lottato. Ci sono dieci giocatori indisponibili. Zanetti ha detto che non aveva mai allenato una squadra così forte. Singolarmente i giocatori sono quasi tutti all’altezza, ma se ci sono tanti infortuni lunghi il livello cambia. Nelle prime dieci partite non abbiamo raccolto quello che meritavamo, poi abbiamo perso fiducia e alcuni giocatori non hanno reso come avrebbero dovuto. Quest’anno ci sono state partite assurde e brutte, ma poi siamo ripartiti. Vedi Parma: lottando per novanta minuti in dieci contro undici per poi perdere al 93’».
INFORTUNI. «Quando ci sono tanti infortuni è difficile prendere decisioni. Il nostro dottore è una persona seria, negli altri anni non ce ne sono stati così tanti. Quest’anno è stata un’annata complicata sotto questo punto di vista: ci sono stati molti infortuni traumatici difficili da prevenire. Belghali ha avuto problemi sotto questo aspetto, ma si è fatto male con l’Algeria, quando ancora non giocava dopo che lo avevamo acquistato. Abbiamo cercato di curarlo ed è arrivata una ricaduta».
MERCATO E CESSIONI. «Il Verona è in Serie A da sette anni consecutivi. Ho sempre detto che il Verona è obbligato a fare plusvalenze per restare nel massimo campionato. Tutti hanno elogiato quello che l’Hellas è riuscito a fare nelle difficoltà. Abbiamo venduto Cissé perché prima del prestito in B nessuno parlava di lui: il Verona non poteva rifiutare un’offerta del genere. Agbonifo era in scadenza e ora gioca in Serie C. Domenica ha esordito Vermesan, tanti giovani hanno giocato, come Coppola e Ghilardi. Abbiamo fatto un contratto a un classe 2010, Fortune Egharevba, su cui c’erano altri due club europei. Però non si può mancare di rispetto a me, come io non l’ho mai fatto con voi. Mi sono legato a questa piazza, altrimenti sarei a Dubai in una realtà più tranquilla. Si parla di quest’anno maledetto, ci si dimentica di tutto quanto fatto di buono, come Ngonge, Belahyane e altri. Se resterò qui e continuerò a fare il direttore sportivo non lo decideranno i giornalisti».
ERRORI. «Alla seconda partita abbiamo giocato contro la Cremonese e abbiamo fatto 0-0, ma dovevamo vincere 3-0. Nonostante ci fosse ottimismo, percepivo che gli episodi stavano girando male. Abbiamo venduto Giovane, ma abbiamo rifiutato altre offerte. Il carattere e le performance di alcuni giocatori sono stati troppo altalenanti e la mancanza di punti iniziali ci ha portato a giocare in modo diverso, invece di soffrire come eravamo abituati. In ogni caso, il mercato è sempre più difficile: sono arrivati Edmundsson e Bowie, che stanno lottando. Magari quest’estate non sono arrivati giocatori con questa mentalità. Il problema è stato mettere insieme tanti giocatori, come era successo negli anni precedenti. Purtroppo sappiamo benissimo che se avessimo vinto due partite in più oggi saremmo a lottare in un altro modo. Certe partite le meritavamo, ma non abbiamo fatto risultato ed è cambiata la dinamica della stagione».
PROPRIETÀ. «La società ha speso cinque milioni per Bowie e due per Edmundsson, quindi 7. Dopo che abbiamo venduto per 30. Non sono investimenti sbagliati. L’attaccante ha margini di crescita mentre il difensore sta dimostrando di avere la mentalità giusta. Qualcuno in estate è arrivato in prestito, ma abbiamo preso altri come Belghali, Bella-Kotchap abbiamo voluto riscattarlo, capendo che si poteva fare a cifre più basse. Sono giocatori che hanno appeal e mercato. Non siamo riusciti attraverso punti ed episodi a migliorare la situazione. In Presidio non vedo persone che non vogliono dare un futuro al Verona».
CAMBIO DI ALLENATORE. «Fa parte del mio modo di lavorare non cambiare allenatore, anche quando tutti lo chiedevano. Quest’anno ho cambiato allenatore con grande dispiacere. Per me è stata una sconfitta perché ho visto Zanetti un po’ scoraggiato, anche se lui è sempre stato un professionista e un ragazzo che cercava di dare il massimo. L’abbiamo cambiato perché era stanco. Abbiamo contattato D’Aversa, che però non se la sentiva di venire. Sammarco è un ragazzo giovane, conosce questa realtà e si sta rendendo conto che è più difficile di quello che si possa pensare. Ad interim, per come la vedo io, significa tutto e niente. Non volevamo dargli ulteriori responsabilità subentrando in una situazione così difficile».
FUTURO. «Alla proprietà ho detto che ci sono dodici partite da giocare. Forse a tutti piacerebbe già pensare al futuro, ma negli ultimi anni non è mai stato così perché eravamo in lotta. Nella vita può succedere di tutto, a volte. Bisogna entrare in campo cercando di dare il massimo. Del futuro parleremo. Io lavoro e penso tutto il giorno al Verona, poi ci sono momenti in cui bisogna fare delle scelte. Ora serve finire il campionato: a me non interessa la categoria e l’ho dimostrato. Appena possibile ne parleremo con Presidio».
VECCHIA GUARDIA. «Se ne è parlato tanto dello zoccolo duro. Sono ragazzi che hanno dato tanto alla società. Oggi è difficile parlare di leader nel mondo del calcio. Qui c’è stato un leader negli ultimi anni e non era italiano: era Duda. Un ragazzo top, anche nei suoi difetti. Lo abbiamo perso perché ha fatto una scelta di vita più che di calcio e ce lo ha comunicato serenamente. La vecchia guardia è il passato. Dawidowicz voleva un contratto più alto e gli avevamo offerto la possibilità di rimanere, ma era in un momento della carriera in cui cercava altro. A Lazovic avevamo allungato il contratto, ma voleva essere al centro del progetto tecnico e non solo dello spogliatoio. Se dovesse rimanere a vivere a Verona può chiamarmi per il post carriera. Con Faraoni sono stato franco: il finale di carriera non è facile ed è andato a Pescara».
SETTI E PRESIDIO. «Sotto certi punti di vista non è cambiato tanto tra una proprietà e un’altra. Qualcuno può vederla in negativo o in positivo, ma quello che ho notato è che c’è la volontà di tenere sotto controllo le dinamiche economiche e amministrative, che spesso creano problemi ai club. Qui c’è la voglia di fare bene e di dare solidità. Mantenere una società sana potrà permettere di investire su determinati giocatori. Un conto è trovare calciatori sconosciuti, un conto è trovare giocatori che non hanno mai lottato per la salvezza. Forse è meglio avere poco curriculum ma tanta voglia».



E i tifosi non accettano una squadra che da risultati simili con i soldi che spendono x gli abbonamenti
Ognuno pretende il rispetto per ciò che da
Tra l’altro c’è anche da dire che i pochi soldi a disposizione sono stati spesi male ma molto male ….
sogliano sei un grande…ma questi sono venuti semplicemente per fare cassaS
Bisogna cantare fuori dallo stadio
Curva vuota
Disertiamo per la prima volta l’anno px
Avesse a disposizione qualche “scheo” in piu non saremmo messi cosi …. PRESIDIO colpevole retrocessione
Cambia squadra forse sarai rispettato
Delinquenti
Quest anno avete fatto schifo. Non è mancanza di rispetto e la classifica lo certifica. Si può dire?