Women, un 2026 per diventare “grandi”

La salvezza delle gialloblù appare quasi una formalità, ma accontentarsi sembra un peccato

hellas verona women
Ph. Riccardo Donatoni

Dopo la difficile salvezza dell’anno scorso, l’Hellas Verona Women ha cominciato questa stagione con un obiettivo piuttosto chiaro: non ripetere più un campionato come quello 2024/2025.

Complici i tagli operati durante l’ultima gestione Setti, l’annata firmata Venturi (autore insieme alle sue ragazze di un piccolo grande miracolo) è infatti stata la più tribolata dalla nascita della squadra femminile dell’Hellas che, a poche giornate dalla fine, vedeva sotto di sé il baratro della Serie C. Un’esperienza da non ripetere e che quest’anno, facendo gli scongiuri, appare fortunatamente un lontano ricordo.

Presidio e Women, tutta un’altra storia

Se la gestione di Presidio per quanto riguarda la prima squadra maschile è sin qui stata senz’altro passibile di critiche, altrettanto non si può dire per quanto riguarda le Women. Sin dall’inizio la società ha infatti dimostrato una grande attenzione per la formazione femminile, con Zanzi in persona che più volte ha fatto sentire la propria vicinanza “fisica” alla squadra recandosi addirittura in ritiro in Germania (altra esperienza nuova per le gialloblù) e facendosi spesso vedere all’Olivieri sia per le partite che in occasione di alcuni allenamenti. A rappresentare il picco di questa attenzione riservata a Peretti e compagne, ovviamente, è poi stato il match disputato al Bentegodi dopo la gara tra il Verona di Zanetti e il Parma.

Anche il mercato estivo ha rappresentato una svolta: se durante la scorsa stagione la squadra era perlopiù formata di giovani e giovanissime, quest’anno la coppia Tommasi-Formisano ha potuto pescare elementi di maggiore esperienza e provenienti da squadre di calibro superiore, sintomo di un maggiore budget a disposizione che ha permesso alla dirigenza di allestire una squadra molto più competitiva per la categoria.

Tanti rimpianti, ma grande potenziale

L’avvio di campionato è stato promettente, con due vittorie che hanno subito permesso al Verona di tracciare un primo solco con le squadre che verosimilmente lotteranno per non retrocedere. Da lì in poi sono poi arrivati risultati altalenanti e qualche passo falso che ha tolto all’Hellas punti “raccoglibili”: esempi lampanti sono i pareggi contro le non irresistibili Venezia e Vicenza, ma anche il k.o. contro il Bologna arrivato dopo che le gialloblù erano per due volte andate in vantaggio. A queste occasioni mancate si contrappone però il grande successo contro il Como (unica sconfitta patita sin qui dalla capolista che, giusto per dare un dato, ha sin qui raccolto dieci vittorie in dodici partite disputate).

La classifica attuale restituisce dunque l’immagine di un Hellas al nono posto a quota quindici punti, con un rassicurante +11 dalla zona retrocessione. Le Women gialloblù, pur consapevoli che qualcosa in più si potesse fare, a una giornata dal termine del girone di ritorno appaiono insomma in linea con l’obiettivo di una salvezza tranquilla.

Un 2026 all’insegna della crescita

L’obiettivo per l’anno nuovo appare dunque abbastanza chiaro: migliorarsi e crescere. Con un po’ più di cinismo e di attenzione, il Verona potrebbe infatti tranquillamente essere squadra da medio-alta classifica, una di quelle subito dietro alle “corazzate” costruite per il salto di categoria.

Sì, perché come detto questa squadra dà l’impressione di poter fare di più e di avere i mezzi e il gioco per togliersi diverse soddisfazioni. Non stiamo ovviamente parlando di promozione (obiettivo fuori portata), ma appare piuttosto evidente che vivacchiare senza obiettivi fino al termine della stagione sarebbe quantomeno un peccato

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